Wednesday, 18 July 2018 - 20:24

Il geologo trevisano Mario Pizzolon racconta il terremoto in Nuova Zelanda, registrato anche in Italia

Nov 16th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Gli speciali di Bellunopress, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

tabella-movimenti-sismici-novemre-2016-nuova-zelanda-leggerissimaIl terremoto neozelandese di domenica scorsa verificatosi poco dopo la mezzanotte ora locale (mezzogiorno in Italia), che a fronte di una magnitudine di 7,8 ha provocato soltanto 2 vittime e scatenato uno tsunami che ha reso necessaria l’evacuazione degli abitanti dalle aree più a rischio, compresa l’area sul mare della capitale Wellington, è stato percepito, sebbene in forma debole, anche in Italia. O meglio è stata registrata l’onda P, la più veloce e meno virulenta, che ha attraversato il centro della terra per riemergere agli antipodi. Le onde S, distruttive, che non possono attraversare i liquidi, sono invece state bloccate dal nucleo esterno, il quale si trova allo stato fuso.
Nel diagramma il segnale dell’onda P del terremoto di ieri che ha attraversato il nucleo interno della Terra riemergendo dopo circa 20 minuti, quasi agli antipodi, registrato dal sismografo del Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS di Villanova delle Grotte (UD).villanova-in-friuli-con-sismografo-abbinato-campane-leggera
Il sismografo è posizionato in prossimità del campanile, come si può dedurre dalle tracce riportate con sequenza oraria nel sismogramma: durante la settimana le campane di Villanova delle Grotte suonano le 7,  le 12 e le 17.30, ma alla domenica si aggiungono altri inviti alla comunità per le messa.
Questo ci dà l’opportunità di avere un’dea dell’intensità percepibile dalle nostre parti del terremoto neozelandese di domenica scorsa. Possiamo dire che lo scuotimento era un po’ maggiore rispetto a quello delle vibrazioni ai piedi di un campanile durante il suono delle campane.
Vediamo il tragitto dell’onda percepita in Italia e la tempistica durante l’attraversamento della Terra:
1) Dalla crosta alla base della Zona di Transizione del Mantello (ZT): 75s (Vm=9km/s)
2) Dalla ZT alla discontinuità di Gutenberg: 185s (Vm=12km/s)
3) Dalla discontinuità di Gutenberg alla base del Nucleo esterno (discontinuità di Lehmann): 255s (Vm=9km/s)
4) Attraversamento del Nucelo interno: 215s (Vm=11km/s)
5) Ancora 3), 2) e 1) per riemergere agli antipodi: 515 s
t 1)+2)+3)+4)+5)=1245 s = 21 minuti
(Il tragitto di emersione in Friuli è leggermente più lungo, infatti gli antipodi dell’epicentro sono situati nella zona più NW nella penisola iberica. Questo rende la traccia ancora più interessante in quanto l’onda ha attraversato il nucleo interno non ortogonalmente alla discontinuità di Lehmann, portando con se gli effetti della rifrazione).
Ben visibile dicevamo il segnale dell’onda P del terremoto di ieri che ha attraversato il nucleo interno della Terra riemergendo dopo circa 20 minuti, quasi agli antipodi, registrato dal sismografo di Villanova delle Grotte (UD).
Il segnale sismico a partire dalle 11.23 ca UTC (12.23 ora italiana) è stato messo a confronto con il suono delle campane del paese (o meglio, con la vibrazione del campanile) molto vicine al sismografo.
Mario Pizzolon (Geologo)

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