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Susanna Cro vince l’Actors&Poetry di Genova, sezione Autori/Performer, con un suo testo sul Vajont

 

Susanna Cro
Susanna Cro

L’attrice bellunese Susanna Cro, vince il concorso nazionale Actors & Poetry di Genova, nella sezione Autori/Performer, interpretando il testo da lei scritto “Correte! Longarone non c’è più! Vajont.Viaggio dei Soccorritori nell’Oltre” con musiche originali di Diego De Pasqual.

La premiazione ha avuto luogo martedì 9 luglio al conclusione della terza edizione dell’Actors & Poetry Festival” che si è svolto a Genova dall’1 all’8 luglio 2014, con un alto afflusso di concorrenti provenienti da tutto il territorio nazionale.

Unanime il voto della giuria che ha decretato il successo dell’attrice bellunese. Per questa categoria sono stati valutati da una giuria di professionisti eccellenti, attraverso selezioni e diverse audizioni, sia il valore artistico e tecnico del testo che le abilità attoriali e vocali (interpretazione ed esecuzione) del performer.

Il concorso si è svolto nelle cornici di Villa Piaggio e Palazzo Ducale ed erano presenti in giuria Riccardo Recchia (regista Rai-Mediaset), Pietro Ubaldi (Doppiatore-voce ufficiale Boing TV), Daniela Capurro (Direzione artistica Teatro Gag), Angelo Di Benedetto ( Speaker RTL 102.5), Roberto Trovato(drammaturgia-DAMS Genova), Saverio Zumbo(Storia e Critica del Cinema), Paola Ergi (GOODMood), Rosa Elisa Giangoia (Il gatto Certosino).

Susanna Cro, oltre al Primo posto in classifica, porta a casa anche un contratto con Erga Edizioni e Business XS Idea.

La pubblicazione del testo sarà quindi alle porte.

Correte! Longarone non c’è più! Vajont.Viaggio dei soccorritori nell’Oltre.” di e con Susanna Cro. musiche originali Diego De Pasqual

E’ un viaggio attraverso l’esperienza dei soccorritori che partirono in seguito al disastro del Vajont, pionieri in una landa di desolazione al di là del mondo, e abbraccia il loro sentire, la loro sfida interiore di fronte alla distruzione e alla morte, toccata con le dita delle loro mani, odorata tra il fango, ascoltata nel silenzio assordante, vista con occhi increduli e paralizzati da immagini “oltreumane”. Dosi massicce e ripetute di situazioni ed emozioni stranianti: come può l’animo umano con-tenere ciò?

Cosa accade nell’essere Oltre? Oltre il noto, oltre ogni immaginazione, oltre ogni descrizione…

Improvvisamente, tolti i gradi, le medaglie e i titoli di ognuno, ci si ritrova come naufraghi in uno stesso mare, a nuotare per salvare e per salvarsi. Un mare di detriti, fango, dolore che fa nascere, di risposta, una solidarietà arcaica, primordiale, basata sulla dignità dell’uomo e sul senso di inter-connessione degli esseri viventi.

La drammaturgia attraversa, in un intreccio di narrazione, musica e spaccati d’esistenza, le prime notizie su ciò che avvenne e la partenza dei soccorsi, lo scenario ambientale ed emotivo che si impose a coloro che, per primi, sbarcarono in quell’indescrivibile paesaggio lunare, la Natura sovrastante l’uomo, il contatto continuo e assiduo con la morte, fenomeno spesso allontanato nelle nostre esistenze, che può comunque incredibilmente essere portatore di germi di vita, di una solidarietà e di una compassione che cambia l’essere.

 

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