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Rischio terremoti in Veneto. Passa l’emendamento Bond sul monitoraggio preventivo: “Un progetto pilota nelle zone più a rischio, dall’Alpago alla Pedemontana”

Dario Bond
Dario Bond

Due milioni di euro, nella nuova programmazione comunitaria 2014-2020, saranno destinati al monitoraggio preventivo dei terremoti. E’ quanto prevede l’emendamento presentato dal consigliere di Forza Italia per il Veneto Dario Bond e accolto dall’aula.

“In questo modo abbiamo istituito un apposito capitolo dedicato alla prevenzione dei terremoti. Si tratta di un approccio nuovo che sfrutta le più avanzate tecnologie con costi tutto sommato ridotti”, spiega il consigliere regionale.

“Il monitoraggio preventivo andrà ad affiancarsi al sistema di controllo già esistente e basato sulla sismografia”, prosegue Bond che però tiene a sottolineare come “i due sistemi siano profondamente diversi”.

“La sismografia ufficiale si limita a registrare il fenomeno sismico, mentre il monitoraggio preventivo – come dice anche il nome – tende a prevedere tali eventi grazie allo studio approfondito di diversi fattori, dallo spostamento delle faglie alla composizione chimica delle acque di sorgente, passando per la misurazione dei cosiddetti boati, quelli che – per intendersi – tra il 2011 e il 2012 avevano interessato la zona dell’Alpago e di Vittorio Veneto, creando non poca preoccupazione”.

“E’ ipotizzabile mettere in rete i dati disponibili attraverso appositi sensori sparsi sulle zone più delicate del territorio: in caso di numeri anomali o di trend particolari, potrà essere allertata la stessa Protezione civile”, illustra Bond. “Non sono da escludere poi appositi addestramenti ed esercitazioni, sempre in un’ottica preventiva”.

“Grazie all’accoglimento di questo emendamento potrà essere portato avanti un progetto pilota a livello nazionale, esportabile anche all’estero. In Italia e anche nel nostro Veneto ci sono le risorse umane e intellettuali per poterlo fare, dai nostri atenei agli istituti di ricerca”, afferma Bond.

“Tra le zone più delicate ci sono l’Alpago, l’Alto Trevigiano e la Pedemontana vicentina, dove i fenomeni sismici sono frequenti. Proprio da qui si può partire per garantire maggiore sicurezza alle comunità”, conclude il consigliere regionale di Forza Italia per il Veneto.

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