Martedì 19 maggio è convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo sulla vertenza Hydro. Le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento feltrino, da mesi lasciati nell’incertezza e ancora in cassa integrazione a zero ore, meritano finalmente risposte chiare, concrete e definitive.
“Come Fiom Cgil ci attendiamo che Hydro e l’advisor BDO, incaricato della ricerca di possibili acquirenti, arrivino al tavolo con elementi precisi e verificabili rispetto alle trattative in corso.” sottolinea con veemenza il segretario generale della Fiom di Belluno Stefano Bona.
“Sappiamo delle numerose visite effettuate nello stabilimento da parte di soggetti potenzialmente interessati – prosegue Bona – quindi, ora, non sono più accettabili genericità, rinvii o operazioni di pura gestione del tempo. Hydro ha la responsabilità di quanto sta accadendo e ne deve rispondere: la scelta di chiudere il sito feltrino ha prodotto pesanti conseguenze sociali e occupazionali sul territorio e sulle famiglie coinvolte. Per questo pretendiamo massima trasparenza sul lavoro svolto in questi mesi, sui soggetti realmente interessati e sulle prospettive industriali concrete. Ribadiamo, inoltre, che per la FIOM qualsiasi ipotesi di cessione dovrà riguardare l’intero perimetro aziendale. Non accetteremo operazioni parziali, spezzatini o soluzioni che scarichino ulteriormente sui lavoratori il costo delle scelte industriali compiute da Hydro. L’unica prospettiva credibile resta una cessione che garantisca continuità produttiva, un serio piano di rilancio industriale e la piena salvaguardia occupazionale. Dal Ministero e dalle istituzioni ci aspettiamo un ruolo attivo e determinato: non è più il tempo delle attese. Serve un’assunzione di responsabilità chiara da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dai vertici di Hydro, che al tavolo dovranno dimostrare con i fatti — e non con dichiarazioni di circostanza — la volontà di collaborare a una soluzione positiva della vertenza.”
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