Martedì 13 si terrà, stavolta in Regione, l’ennesima riunione sul progetto Terna RTN media valle del Piave. L’intervento va a magliare le reti di trasporto dell’energia per lo sfruttamento idroelettrico provinciale con la ricostruzione della linea internazionale Italia-Austria.
La Regione per anni ha lasciato la scelta in mano ai vari Comuni e alla Provincia che aveva portato al protocollo d’intesa 2009. Solo dopo l’intervento dei cittadini che hanno portato il problema sul tavolo veneziano si è debolmente esposta, scaricando le responsabilità ai vari enti locali.
Ora sembra che per la Regione sia una questione di massima priorità chiudere dopo 20 anni questa partita.
Perché?
Sono a fine mandato, perché tutta questa smania per autorizzare Terna?
Ricordiamo che questo progetto, bocciato dal ministero dei Beni culturali con prescrizioni ben precise, era già stato autorizzato dal governo Gentiloni con una forzatura sempre a mandato chiuso infilata da Maria Elena Boschi fra i provvedimenti di routine.
Allora la Lega chiese aiuto agli stessi cittadini che oggi non lascia partecipare agli incontri e con la loro collaborazione ha presentato, con il compianto Senatore Paolo Saviane, un’interrogazione al Senato contro il Governo Gentiloni sul modo di operare di Terna in Italia con un occhio focalizzato proprio su questo progetto.
Provvedimento firmato fra gli altri dal senatore Salvini e dal senatore Bossi (erano nella campagna elettorale che diede vita al governo giallo-verde con exploit del partito di Salvini). Ora la stessa Lega in Regione vuole autorizzare lo stesso progetto e giudica i cittadini dei rompiscatole.
Gli stessi Cinque Stelle avevano battaglie in Abruzzo e in altre regioni contro Terna.
Forza Italia ha sottoscritto interpellanze e interrogazioni contro questo progetto, ricordiamo quelle fatte dall’onorevole Piccoli, dal consigliere regionale poi deputato Dario Bond, che ha prodotto anche delle risoluzioni e delibere sempre con l’aiuto dei cittadini.
Sel, con l’onorevole Serena Pellegrino, che ha fatto una question time.
Lo stesso Luca Zaia che da presidente della provincia di Treviso bocciò la Cordignano-Lienz e che poi prese posizione sulla stampa da governatore del Veneto contro questo progetto.
Ricordo che i cittadini a suo tempo inviarono oltre duemila firme al ministero e chiesero aiuto all’allora prefetto di Belluno (che condivideva la battaglia sempre pacifica) e al vescovo Monsignor Andrich.
Oggi saranno gli stessi che lo hanno combattuto e si sono costruiti il consenso ad autorizzare questa porcheria in pieno stile Italico?
Vedremo martedì cosa succede.
Uroboro, il serpente che si morde la coda: questo dimostra che i cittadini hanno una forza immensa. Hanno fatto migliorare il progetto con l’interramento sul fiume Piave e con la sistemazione delle linee su Ponte nelle Alpi e invece di essere ascoltati per migliorare il resto del progetto vengono esclusi a favore del proponente multi miliardario che divide utili per i fondi di investimento stranieri.
Se così dovesse essere ennesima figura di schiavismo politico nei confronti dei poteri economici.
Noi abbiamo vinto, vediamo se magari per una volta vince anche la politica.
Il nostro archivio è a disposizione per futuri amministratori che volessero studiare, con questi ormai ci rinunciamo.
Associazione Vivaio Dolomiti
