L’attualità dell’arte antica e la potenza visiva della fede nella pittura del Maestro del Rinascimento
Le grandi ricorrenze religiose del calendario cristiano si legano da sempre a un immaginario visivo potente, che affonda le radici nell’arte pittorica. La Pasqua, tra tutte, è forse la festa più densa di immagini simboliche, e tra queste una delle più evocative è senza dubbio la Resurrezione di Piero della Francesca. Proprio questo capolavoro del Quattrocento campeggia sulla locandina della conferenza che gli Amici del Museo di Belluno propongono per mercoledì 14 maggio alle ore 17:30, nella Sala Bianchi di Viale Fantuzzi.
L’incontro, tenuto dalla storica dell’arte Benedetta Fanciulli, offrirà una riflessione approfondita sul tema “Modernità e Tradizione” nell’opera di Piero della Francesca, prendendo spunto dalla Resurrezione e da altre importanti creazioni del pittore. Un ritorno atteso e gradito quello della Fanciulli, che guiderà il pubblico in un viaggio tra rigore geometrico, spiritualità e innovazione pittorica, elementi che rendono l’opera pierfrancescana un ponte tra il Medioevo e la nuova visione rinascimentale.
La Resurrezione, conservata nel Museo Civico di Sansepolcro, rappresenta non solo uno degli apici dell’arte religiosa, ma anche un riflesso profondo dell’identità di Piero: nato, vissuto e morto nella stessa Sansepolcro, l’artista fu uomo del suo tempo, partecipe della sua società e testimone del grande rinnovamento culturale del Quattrocento.
Tra i vertici della sua produzione spiccano gli affreschi della Leggenda della Vera Croce, realizzati nella Cappella Bacci della Basilica di San Francesco ad Arezzo. Un’opera monumentale, dove l’elemento narrativo si fonde con una costruzione spaziale limpida e ariosa, che racconta – attraverso episodi biblici e storici – il destino del legno della croce fino alla sua restituzione a Gerusalemme nel 628.
Il recente successo della mostra al Museo Poldi Pezzoli di Milano, che ha riunito i frammenti sparsi del Polittico Agostiniano, testimonia quanto l’interesse per Piero della Francesca sia ancora vivo e attuale. Le sue opere, colme di silenzio e misura, di luce matematica e sacralità terrena, parlano con voce nuova anche all’uomo contemporaneo.
Una conferenza dunque da non perdere, per riscoprire la straordinaria attualità di un pittore che ha saputo unire il senso del sacro alla razionalità dello sguardo, restituendoci immagini che ancora oggi ci interrogano e ci incantano.
