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Esponenti dell’Università e della politica al convegno della Camera di Commercio “Gli investimenti esteri come leve per lo sviluppo regionale”

Camera di Commercio di Treviso e Belluno Dolomiti – Sede di Belluno

Belluno, 8 Maggio 2024 – Si è tenuto a Belluno, nella sede della Camera di Commercio, il convegno “Gli investimenti esteri come leve per lo sviluppo regionale” importante occasione di confronto, con relatori di spicco sia nel mondo accademico che politico. Il territorio di Belluno ha potuto beneficiare di discussioni di alto livello, focalizzate sulle opportunità di collaborazione tra gli attori chiave della politica e dell’economia locale, regionale e nazionale.

L’evento si colloca nella cornice delle iniziative Europe Direct Montagna Veneta, come la Festa dell’Europa 2024: Giornata dell’ Europa dedicata alla competitività dell’ industria europea, promosse da Gal Prealpi e Dolomiti e dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti e rappresenta uno step importante della ricerca sugli “Eco-sistemi complessi” affidata dall’Osservatorio Economico Sociale di Treviso e Belluno all’Università Ca’ Foscari Venezia.

Mario Pozza – Presidente Camera di Commercio Treviso/Belluno

Questo convegno – evidenzia il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno | Dolomiti e di Assocamerestero Mario Pozza – ci porta a riflettere sull’importanza degli investimenti esteri per lo sviluppo dei territori e a come i territori devono fare sistema per essere attrattivi a 360 gradi: non solo facendo leva sulle storiche abilità manifatturiere, ma investendo sulla conoscenza e la formazione, promuovendo l’innovazione tecnologica e manageriale nel tessuto produttivo. Investendo anche su elementi di contorno, quali la residenzialità e l’offerta socio-culturale di un territorio, sempre più essenziali per attrarre giovani talenti. Sono queste, infatti, le condizioni che ci permettono di trarre il massimo beneficio dall’interazione tra le filiere territoriali e la presenza di importanti global player. Aumentando l’occupazione di qualità e la quota di valore economico trattenuto. Per quanto discusso oggi, e nel quadro delle azioni che possono rafforzare l’attrattività dei nostri territori in modo sistematico – da Presidente di Assocamerestero – richiamo l’attenzione sull’importante Protocollo d’Intesa sottoscritto fra Assocamerestero e la Conferenza delle Regioni. Già oltre la metà delle Regioni italiane lavora con le Camere di Commercio Italiane all’Estero – spesso anche attraverso il Sistema camerale italiano: ma questo Protocollo aggiunge una marcia in più. Sono ben contento che – conclude il Presidente – assieme al GAL Prealpi, all’Osservatorio Economico, all’Università Ca’ Foscari, oggi, si sia realizzato questo evento proprio a Belluno: per lanciare tutti assieme un messaggio di sfida e di speranza sulle capacità del territorio di fare sistema, contro il rischio di perifericità e per condividere e consolidare le azioni concrete funzionali a questo disegno di crescita della nostra comunità.

Ci tengo a sottolineare – afferma Ivo Nardi, Presidente dell’Osservatorio Economico e Sociale di Treviso e Belluno – come questo workshop sugli investimenti esteri si inserisca in un più ampio percorso di ricerca che stiamo portando avanti come Osservatorio Economico, assieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e che ha per titolo “Creare ecosistemi competitivi nei territori periferici”, fra attrattività e contrasto al declino.

Si tratta di un percorso di ricerca che, per volontà dei 28 Soci che compongono l’Osservatorio, coinvolge tutti gli attori locali, esplora diverse dimensioni di analisi, sta ascoltando e ascolterà più voci: grandi e piccole imprese, filiere formative, finanza locale, amministrazioni locali.

E ci fa piacere – conclude Nardi – che questa nostra ricerca converga anche con altre, importanti, volontà di animazione territoriale, come quella del Gal Prealpi, che attinge dalla medesima matrice teorica per il contrasto al declino delle aree periferiche. Convergenza che trova evidenza plastica anche in questo stesso evento, organizzato assieme, con una medesima idea di costruzione del futuro per le nostre comunità.

Una volta ricevuta l’approvazione annuale del piano di comunicazione dalla Commissione europea, il centro Europe Direct, operativo presso la sede del GAL Prealpi e Dolomiti – informa Matteo Aguanno, Direttore del centro Europe Direct Montagna Veneta del GAL Prealpi e Dolomiti – è tenuto a lavorare su una selezione di priorità strategiche proposte per tutto l’anno. In tale priorità rientra questo workshop, dove il pubblico della montagna veneta potrà approfondire il tema della competitività dell’industria europea e del ruolo delle multinazionali a favore dello sviluppo di nuova imprenditorialità in area montana, attraverso l’analisi di dati e studi, presentati da docenti universitari, e riflettere sui diversi punti di vista che emergeranno dalla tavola rotonda. Questa Giornata dell’Europa – conclude Aguanno – è il frutto di una preziosissima sinergia attivata con la Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti, che è nostra intenzione portare avanti e intensificare, percorrendo insieme le varie strade che potranno risultare utili per lo sviluppo e il rilancio del territorio dove viviamo e lavoriamo”.

Gli investimenti diretti esteri possono costituire un potente fattore di sviluppo per l’economia dei territori, contribuendo a creare posti di lavoro qualificati e promuovendo l’innovazione tecnologica e manageriale nel tessuto produttivo. In Italia la presenza di imprese partecipate da capitale estero è ancora modesta: coinvolge infatti il 12% dell’occupazione totale delle imprese private, contro il 20% della Germania e il 25% della Francia. Si tratta tuttavia di un fenomeno che, in termini di addetti coinvolti, è aumentato dal 2015 al 2021 del 27%, e in Veneto addirittura del 45%, segnalando l’interesse per acquisizioni di imprese dotate di competenze manifatturiere e con rilevanti potenziali di crescita.

In Veneto si contano infatti 1400 imprese partecipate da capitale estero, con 136mila addetti e un fatturato di oltre 55 miliardi di euro. L’impatto economico del capitale estero è comunque maggiore di quanto questi numeri raccontano. Dobbiamo infatti considerare anche l’indotto di piccole e medie imprese collegate alle multinazionali estere che, in termini di occupazione coinvolta, è almeno equivalente a quella diretta. C’è poi il contributo delle imprese a controllo estero sulle esportazioni che, secondo recenti indagini, supera in Veneto il 50% del totale, garantendo una stabilità dei flussi commerciali anche durante gli shock internazionali. Soprattutto, le imprese multinazionali mostrano una produttività decisamente maggiore delle imprese domestiche, che si ripercuote in occupazioni più qualificate e retribuzioni medie più elevate.

Consolidare e ancorare la presenza multinazionale al territorio diventa perciò un obiettivo strategico della politica industriale.

Il Veneto può ambire ad attrarre investimenti esteri mediante una strategia che valorizzi le competenze territoriali e promuova la collaborazione tra imprese, istituzioni accademiche e decisori – afferma il procuratore speciale di Venicepromex Franco Conzato – Questa strategia si concentra sull’individuazione di modelli economici innovativi, creando un ecosistema competitivo – come quello basato sulla life-science – sostituendo i vecchi “distretti industriali”, e sulla creazione di un ambiente favorevole alla crescita economica. Il Veneto può ambire quindi a diventare un punto di riferimento nell’attrazione di investimenti esteri, offrendo opportunità di sviluppo sostenibile e collaborativo nel contesto italiano e internazionale.

L’occasione della Giornata dell’Europa dedicata alla competitività dell’industria continentale, per una regione manifatturiera come il Veneto e in essa per il Bellunese con le sue specificità – evidenzia il Ceo di CertotticaGroup Corrado Facco – pone tutti noi di fronte all’esigenza improcrastinabile di una analisi strategica delle relazioni tra grande impresa e nuova imprenditorialità evoluta. Nella nuova era dell’economia della conoscenza, la formazione avanzata e l’innovazione – anche tramite partenariati strategici – abbinate a sistemi evoluti di governo delle filiere produttive e sostenute da servizi pubblici e privati di alta qualità, possono rappresentare le leve di possibile attrattività di nuovi talenti sul territorio, al fine di preservare le eccellenze del Made in Italy presenti e mitigare i trend di spopolamento e di marginalizzazione. Proprio la valorizzazione del Capitale Umano e l’Innovazione sono, tra le altre, due delle leve competitive e aree di intervento sulle quali opera attivamente e convintamente CertotticaGroup, al fianco dei propri Soci e del sistema economico di riferimento, per il futuro del Territorio.

Nel convegno sono stati esposti tre contributi scientifici. Nel primo intervento Marco Mutinelli, professore all’Università di Brescia, ha presentato il quadro aggiornato sull’economia e la geografia delle partecipazioni estere nelle imprese italiane, con un focus sul Veneto. Riccardo Crescenzi, professore alla London School of Economics, ha esposto i risultati di ricerca sull’attrazione degli investimenti esteri nelle regioni europee ed evidenzierà come sia possibile sfruttare al meglio il posizionamento delle filiere territoriali nelle catene del valore globale, per sostenere innovazione e sviluppo in un panorama geopolitico ed economico in trasformazione. Infine, Giulio Buciuni, docente al Trinity College di Dublino, ha proposto un’analisi sul ruolo che le imprese multinazionali possono svolgere nella creazione di imprese innovative, contribuendo ulteriormente, in questo modo, a radicare la crescita al territorio.

 

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