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Identificati gli autori del furto alla cassetta delle offerte del Duomo di Belluno

Belluno, 13 aprile 2024 – Un italiano e un portoghese entrambi senza fisssa dimora, sono indagati per il furto alla cassetta delle offerte del Duomo di Belluno che ieri pomeriggio è stata manomessa.

Alle ore 18:10 circa del 12.04.2024, attraverso la linea 113 della locale Centrale Operativa, giungeva una richiesta di intervento da parte del sacrestano del Duomo di Belluno. L’uomo riferiva che, durante il controllo delle cassette predisposte in chiesa per la raccolta delle donazioni dei fedeli, notava che le stesse erano state probabilmente manomesse. Insospettito visionava le telecamere di videosorveglianza della struttura ed effettivamente notava due persone sospette, così immediatamente contattava la Polizia.

Questura di Belluno

Giunti sul posto, gli operatori appuravano dalle registrazioni che due uomini alle ore 18:00 circa armeggiavano sulle cassette con fare sospetto, armati di torcia e oggetti contundenti.
Visto il breve periodo occorso dall’orario del furto, la Volante si metteva immediatamente alla ricerca degli uomini nei dintorni e li intercettava in Piazza dei Martiri, poco lontano dal luogo del reato. I due uomini, il primo italiano originario della provincia di Caserta e il secondo cittadino portoghese, entrambi di fatto senza fissa dimora in Italia, rispondevano perfettamente alla descrizione delle due figure appena visionate nelle registrazioni.
Gli uomini, dopo un breve tentativo di negare l’accaduto, capita l’esistenza del video che li incriminava, ammettevano di aver compiuto il furto utilizzando un arnese autoprodotto (poi ritrovato nel loro zaino) ponendo all’estremità di uno spago il nastro biadesivo: il nastro, inserito nella fessura delle offerte, raccoglie monete e banconote all’interno della cassetta senza danneggiarla in maniera evidente.
Accompagnati in Questura, venivano trovati addosso ai due uomini banconote per un valore di 20€, monete, due piccole torce, un coltellino multiuso e vari cacciaviti di piccole dimensioni.
I due venivano così indagati ai sensi degli art. 625 c.p. (furto aggravato) e 707 c.p. (Possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli) e deferiti all’Autorità Giudiziaria.

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