HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaDi fronte al nemico. L'ultima ricerca di Adriana Lotto e Toni Sirena

Di fronte al nemico. L’ultima ricerca di Adriana Lotto e Toni Sirena

Quanti erano, chi erano, cosa fecero i partigiani e le partigiane della Sinistra Piave fra il settembre del 1943 e il maggio del 1945?

Lo racconta un libro (“Di fronte al nemico”, edito dall’associazione culturale Tina Merlin e dall’Isbrec, con il patrocinio dell’Archivio di Stato di Belluno, la Provincia, l’Anpi e 23 Comuni), presentato ieri pomeriggio 21 maggio al Pop Bar L’Insolita storia di Belluno. Un lavoro di 355 pagine (euro 25), curato da Adriana Lotto, Toni Sirena ed Enrico Bacchetti, diviso in tre parti.

Enrico Bacchetti, Toni Sirena, Adriana Lotto

Nella prima si traccia la storia delle brigate partigiane attive nella zona, a partire dai primi nuclei formatisi quasi sempre in modo spontaneo subito dopo l’8 settembre 1943, data funesta dell’armistizio, della dissoluzione dell’esercito regio rimasto senza ordini, dell’occupazione nazista della provincia inserita con Trento e Bolzano nella Zona di operazione delle Prealpi (Alpenvorland O.Z.) sotto diretta giurisdizione del Reich tedesco, fino ai giorni dell’insurrezione generale e della liberazione ai primi di maggio 1945.

La seconda parte è costituita dalle schede biografiche di quasi 1700 partigiani delle cinque brigate (fra combattenti, patrioti e collaboratori).

La terza parte del libro contiene un’ampia scelta di documenti, alcuni inediti o poco noti, prodotti dalle brigate stesse nel corso dei 18 mesi di guerriglia.

Di ogni partigiano la relativa scheda, oltre ai dati anagrafici, informa sulla sua professione, il titolo di studio, e, se soldato, il reparto in cui era inquadrato alla data dell’8 settembre ’43 e la località dove si trovava, la brigata e il battaglione di appartenenza, il nome di battaglia, le azioni compiute, la qualifica riconosciuta alla fine della guerra. In massima parte erano contadini e artigiani, non mancavano gli operai (in minoranza, perché nel Bellunese all’epoca c’erano pochissime fabbriche), commercianti e impiegati. Raramente studenti universitari, la maggioranza aveva fatto le scuole elementari fermandosi in generale alla III o IV classe. È così possibile tracciare anche un quadro sociologico generale. Fu una vera guerra di popolo, che coinvolse l’intera popolazione, se si pensa che per ogni partigiano c’erano almeno altri cinque familiari ed interi paesi coinvolti nel sostenerlo, alimentarlo, aiutarlo, nasconderlo, proteggerlo durante i rastrellamenti, informarlo sulle mosse del nemico e sull’attività dei collaborazionisti e delle spie che certo non mancavano.

I documenti non si riferiscono soltanto alle azioni, elencate, al termine della guerra, nelle relazioni delle brigate. Raccontano anche le dinamiche interne alla Resistenza che, nonostante il contesto unitario di lotta al nazismo e al fascismo, animarono anche contrasti fra le formazioni armate, e fra i diversi orientamenti dei cinque partiti che formavano il CLN. Spazio viene dato anche alla giustizia partigiana, al rapporto con le popolazioni, alle missioni militari alleate (nella Sinistra Piave erano presenti soprattutto due missioni americane).

Il libro, è stato segnalato nel corso della presentazione, segue un primo volume, già uscito (“Il coraggio e la passione”, 675 pagine, 28 euro), dedicato soprattutto alle brigate del resto della provincia. Seguirà, è stato annunciato, una terza ricerca sulle centinaia di partigiani bellunesi che combatterono in altre province d’Italia.

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