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giovedì, Aprile 18, 2024
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“Riclassificazione”, incontro a Villa Patt con Regione e dipendenti di Veneto Strade

Villa Patt – Sedico (Belluno)

Per la Provincia è prioritario mantenere l’unitarietà della gestione della rete stradale

Padrin: «La società regionale si è dimostrata un ottimo sistema per territorialità ed economie di scala»

«La gestione della rete stradale provinciale deve rimanere unitaria, senza soluzione di continuità rispetto a quanto avvenuto fino a oggi». Lo ha affermato il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, partecipando a un incontro con i lavoratori di Veneto Strade, oggi a Villa Patt. La riunione era stata convocata dall’assessore regionale Elisa De Berti per fare il punto della situazione con i dipendenti dell’azienda, dopo la scomparsa dell’amministratore delegato Silvano Vernizzi. Con l’occasione, è stata ricordata anche la questione della “riclassificazione”, con la cronistoria di quanto avvenuto soprattutto a seguito del taglio dei trasferimenti statali alle Province in materia di viabilità (15 milioni di euro per Belluno, fino al 2010, azzerati completamente a partire dal 2015). Ed è stata ribadita l’idea iniziale di Regione e Provincia di far entrare Anas all’interno di Veneto Strade, così da salvaguardare il patrimonio della rete stradale, mantenere la gestione attuale senza soluzione di continuità rispetto a quanto avviene oggi, e contemporaneamente liberare risorse nel bilancio di Palazzo Piloni.

Il ritorno di alcuni chilometri di strade all’Anas (come da Dpcm del 2019) era funzionale proprio a questo, ha spiegato l’assessore De Berti. L’ingresso di Anas in società con Veneto Strade però è rimasto sub iudice per questioni di natura giuridica. Nel frattempo, è stata predisposta una convenzione a termine – fino al 31 dicembre 2024 – per consentire a Veneto Strade di continuare la gestione e chiedere ad Anas di versare le risorse per la manutenzione dei chilometri tornati sotto proprietà statale (e nel frattempo risolvere anche gli ultimi dubbi di natura giuridica sull’ingresso di Anas in una società unica con Veneto Strade).

«A partire dal momento del taglio delle risorse statali, siamo sempre stati in difficoltà a onorare gli impegni con Veneto Strade, ma lo abbiamo fatto, consapevoli dell’importanza strategica della viabilità e della professionalità di questa azienda» ha sottolineato il presidente Padrin. «Adesso però siamo in estrema difficoltà: il bilancio provinciale è totalmente ingessato. Se non liberiamo risorse, rischiamo di mandare in default la Provincia, con l’immediata e diretta conseguenza di non poter più pagare Veneto Strade e mettere così in difficoltà l’azienda e i suoi lavoratori».

«Per noi vale quanto scritto nelle premesse della convenzione che abbiamo approvato. Ovvero che si intende gestire in maniera unitaria il reticolo di strade» ha continuato il presidente Padrin. «”La frammentazione delle infrastrutture insistenti nel territorio regionale – si legge nel testo approvato dal consiglio provinciale – determinerebbe difficoltà operative, soprattutto con riferimento alle infrastrutture viarie per le quali è indispensabile assicurare con tempestività le misure organizzative e gestionali per garantire i parametri di sicurezza secondo modalità improntate ad efficienza, efficacia e ottimizzazione dei costi”. E crediamo che debba essere assicurata continuità nella manutenzione, con il soggetto Veneto Strade, che negli anni si è dimostrato un ottimo sistema di gestione, per territorialità ed economie di scala. La rete viabile è una risorsa per un territorio di montagna. Questa consapevolezza non la rinneghiamo di certo ora, ma riteniamo che l’accordo con Regione e Anas sia un modo per continuare a dare lavoro e operatività a Veneto Strade, e quindi a salvaguardare da una parte la sicurezza e la transitabilità delle strade, dall’altro a mantenere i posti di lavoro. Questo è l’obiettivo che abbiamo condiviso fin dall’inizio con la Regione Veneto e con l’assessore De Berti».

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