HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaLe maschere arcaiche dolomitiche si candidano a Patrimonio Unesco

Le maschere arcaiche dolomitiche si candidano a Patrimonio Unesco

Le mascherate arcaiche dolomitiche si candidano come patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO. L’idea è stata lanciata nella seconda parte della conferenza dal titolo “Nei Carnevali Alpini cosa ci accomuna?” che si è tenuta sabato 20 luglio al simposio “La sgubiada” di Canale d’Agordo.

Il progetto vede come riferimento il Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco nato lo scorso ottobre a Borgo Piave di Belluno su iniziativa dell’associazione Borgo Piave ETC aps. QuiDove è visibile la collezione che Gianni Secco, insieme ad un gruppo di amici artisti, aveva creato a fine anni 80 come mostra itinerante che per anni ha girato l’Europa per portare alla conoscenza dei suoi popoli i riti e le culture delle vallate bellunesi.

Maschere della collezione Gianluigi Secco – Museo di maschere Dolomitiche di Borgo Piave (Belluno)

Il museo, con la guida metodologica dell’architetto Irma Visalli madrina delle Dolomiti Patrimonio UNESCO oltre che esperta di processi partecipativi e di governance legati a candidature e patrimoni UNESCO, ha preso contatti con i gruppi che tuttora mantengono vive le pratiche delle mascherate arcaiche nei paesi delle Dolomiti organizzando incontri e scambi che si sono svolti da marzo ad oggi.

Palazzo Secco, Belluno, Borgo Piave. Inaugurazione Museo delle Maschere dolomitiche

Partendo dalle mascherate presenti in esposizione presso il Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco quali quelle dell’Agordino e Val Biois, di Fornesighe di Zoldo, del Comelico e Sappada si è via via allargata la partecipazione per discutere e condividere l’idea della candidatura ai gruppi che gestiscono le mascherate della Val di Fassa, con Canazei Penìa ed Alba, e quelle delle comunità germanofone friulane di Sauris e Timau di Paluzza. La candidatura di ogni patrimonio immateriale parte infatti dalle comunità che lo trasmettono di generazione in generazione.

Con questo gruppo si sono approfonditi i principi che caratterizzano la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio immateriale dell’Unesco, le procedure e le motivazioni che possono supportare un percorso complesso che, dopo l’approvazione delle singole comunità, dovrà vedere il coinvolgimento delle amministrazioni locali, provinciali e regionali per presentare una proposta alla Commissione italiana UNESCO e al Ministero della Cultura che seguono, per l’Italia, queste candidature.

Quello che fin qui si è condiviso è che la candidatura dei carnevali arcaici può essere viatico per una valorizzazione della cultura identitaria racchiusa nei riti, nelle figure e nelle prassi che caratterizzano i carnevali delle Dolomiti; una caratterizzazione che quindi lega le mascherate arcaiche alla storia delle comunità, ai significati che vi sono dietro questi eventi e che si legano imprescindibilmente al come le comunità dolomitiche da sempre abitano la montagna: ogni mascherata declina infatti i rapporti delle comunità con la montagna e ne racconta i miti e le credenze. Il rito, ma anche le pratiche della sua preparazione, rappresenta quindi molto più di una “festa carnevalesca” o di un evento che intrattiene popolazione e turisti per una giornata.

La candidatura per l’inserimento nelle liste del Patrimonio Immateriale UNESCO ha quindi importanza proprio perché può essere volano per valorizzare aspetti culturali e identitari, tramandati di generazione in generazione, essere strumento di conoscenza diffusa e anche una nuova dimensione di attrattività per i visitatori delle Dolomiti che è bene conoscano oltre i bei paesaggi anche chi li vive. Questo può portare infatti a dare input al turismo esperienziale che ama conoscere, oltre al territorio, anche le comunità.

Valorizzare il grande portato delle mascherate può anche essere visto in funzione di uno sviluppo socio-economico che consenta, specie ai giovani, di restare e vivere sul proprio territorio attraverso la valorizzazione di professionalità quali l’artigianato del legno, l’oreficeria, la tessitura, la gastronomia che sono insite nelle prassi di questi riti.

Sappiamo che l’obiettivo è ambizioso e crediamo quindi che, seppur con questa meta, il dialogo attivato tra queste comunità, e le possibili azioni future che questa “rete” potrà fare insieme in futuro, possano già considerarsi un risultato importante.

Dopo questo primo “lancio” il gruppo condividerà prossime occasioni di divulgazione e partecipazione delle comunità all’idea di candidatura UNESCO, dialogando anche con esperti del settore quali studiosi e antropologici che già ne sono esperti conoscitori, ma anche ampliando momenti di confronto e divulgazione pubblica per far conoscere a tutti il valore e la specificità di riti che si tramandano dalla notte dei tempi; da qui l’appello pubblico a contattare il Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco a presidenza@borgopiaveetc.it se intenzionati a collaborare.

- Advertisement - Roberto Denart
- Visite -

Pausa caffè

Sport & tempo libero

Giro d’Italia 2026, Feltre entra nella Settimana Rosa

Eventi, ospiti e grande attesa verso la partenza della Feltre - Alleghe (Piani di Pezzè) del 29 maggio Feltre, 24 maggio 2026 - La settimana...