
Feltre, 10 novembre 2021 – Il deputato bellunese Roger De Menech ha depositato un’interrogazione per chiedere al governo e al ministero dell’istruzione di risolvere definitivamente il problema della carenza di direttori amministrativi nelle scuole della provincia.
«La figura del Dsga (Direttore dei servizi generali ed amministrativi) è di fondamentale importanza», afferma De Menech. «L’assenza di questa figura limita le capacità delle scuole sia nell’organizzazione interna sia nella possibilità di rendere al meglio il servizio di formazione e istruzione agli studenti, in particolare per quegli istituti scolastici con numerosi plessi e un numero rilevante di personale docente e amministrativo».
È il caso per esempio dell’Istituto Comprensivo di Feltre, uno dei più grandi e articolati della provincia, con oltre 1.200 alunni iscritti e 110 dipendenti, caratterizzato da una rilevante complessità organizzativa che si articola nella gestione di ben 13 plessi scolastici differenti. L’Istituto non ha in organico una figura di Dsga titolato dal 2017. Per sollecitare la risoluzione del problema il Consiglio Comunale di Feltre ha approvato in data 28 settembre 2021 un ordine del giorno chiedendo un intervento risolutivo alle istituzioni regionali e nazionali.
«Ma la situazione è simile in tutto il bellunese», nota De Menech, «con ben 12 Istituti scolastici sprovvisti di dirigente amministrativo. Il problema della carenza di dirigenti colpisce in particolare le zone interne e i territori di montagna del paese, dove è più difficile il reclutamento e al stabilizzazione di queste figure professionali».
L’Ufficio Scolastico Provinciale ha finora posto in essere tutte le procedure di competenza per la copertura dei posti per Dsga vacanti, ma i candidati individuati hanno rinunciato all’incarico.
«Probabilmente», conclude il deputato, «è necessario introdurre degli incentivi per favorire l’assegnazione di queste posizioni, altrimenti è chiaro che le zone interne e di montagna scontano la minore attrattività rispetto alle grandi città. Vale per il bellunese, come per il resto delle Alpi e dell’arco alpino. Per questo devono intervenire con nuove regole puntuali le Regioni e soprattutto il governo».
