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Giochi Olimpici 2026. Sinigaglia (PD): “Il cerchiobottismo olimpico dannoso per l’Italia. La politica ha scelto di non scegliere e così avremo una candidatura più fragile e con meno possibilità di vittoria”

Claudio Sinigaglia, consigliere regionale Pd

Venezia, 10 agosto 2018  –  “Il cerchiobottismo olimpico è un segnale della debolezza attuale del nostro Paese e un brutto segnale per lo sport, a cui è negata qualsiasi autonomia dalla politica. Il Governo con la ‘non scelta’ ha fatto vincere la logica del provincialismo ma a perdere è l’Italia, con una candidatura decisamente più fragile”. Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito Democratico, torna sui Giochi Olimpici del 2026 criticando la decisione del Coni di puntare su Milano, Torino e Cortina.

“È saltata qualsiasi considerazione sportiva, economica e turistica, ha prevalso la logica del ‘non facciamoci del male’ per non compromettere gli equilibri governativi. Il Movimento Cinque Stelle ha voluto e avuto Torino per non umiliare il sindaco Appendino, Salvini ha ottenuto la Lombardia e Milano, infine Zaia, in opposizione al suo segretario, le Dolomiti e Cortina d’Ampezzo. Uno spezzatino che però è già rimasto indigesto: il sindaco di Milano si è sfilato non essendoci nessuna chiarezza su chi farà da capocordata. A tutti è chiaro che le tre candidature, così diverse, non sono più forti ma aumentano le perplessità. Al di là delle dichiarazioni di facciata, Malagò è apparso in balia degli eventi e umiliato, come rappresentante del mondo sportivo, da sconcertanti pressioni politiche”.

“Per vincere – continua Sinigaglia – occorre avere coraggio. Vuoi la valorizzazione della montagna e di Cortina d’Ampezzo? Giocatela fino in fondo, costruendo un percorso che per le nostre Dolomiti servirebbe come il pane: un rilancio della bellezza, e dell’accessibilità all’insegna della sostenibilità! Se invece si voleva una città europea simbolo dello sviluppo e del successo, appena uscita dall’esperienza esaltante dell’Expo si doveva puntare su Milano, o ancora Torino per rilanciare e ammodernare quelle strutture già utilizzate qualche anno fa sempre per le Olimpiadi invernali. Così invece si è scelto di non scegliere, sprecando probabilmente una bella occasione per rilanciare l’Italia e facendo perdere la faccia allo sport”.

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