“Il concetto è che se i nostri candidati hanno di fronte un condannato, un personaggio impresentabile, è importante che ce lo facciano sapere. Se le altre liste hanno impresentabili all’interno è giusto che i cittadini lo sappiano. Questa è un’operazione trasparenza e non un linciaggio degli avversari, e se le chat fossero state pubblicate integralmente, e non per stralci, sarebbe stato chiaro”.
Così Jacopo Berti, coordinatore della campagna elettorale in Veneto per il Movimento 5 stelle, in un post pubblicato su Facebook giustifica l’ingenuità della “direttiva Garavello”, il responsabile della comunicazione del Veneto del Movimento 5 Stelle che in una conversazione sulla chat di Telegram con i candidati pentastellati al Parlamento invitava a tirar fuori
“tutto il peggio”, le “nefandezze”, le “foto imbarazzanti” e “tutto quello che può servire a fare campagna negativa” sugli avversari degli altri partiti.
“Hanno forse paura – prosegue Berti nella sua arringa difensiva – che ricordiamo agli italiani che in Veneto ci sono candidati come Niccolò Ghedini, parlamentare uscente che nell’ultima legislatura ha inanellato oltre il 99 per cento di assenze in Parlamento. Oppure Elisabetta Casellati, che corre per la sesta volta alle Politiche ed era sottosegretario alla giustizia quando sono stati tagliati gran parte dei tribunali del Veneto, depotenziando la giustizia in una regione che ha le procure intasate dai faldoni di Mose e banche venete. Vi pare poco?” dice Berti.
“Oppure ancora il consigliere regionale Sergio Berlato, paladino dei cacciatori che aveva rotto con Berlusconi nel 2014 per la sua svolta animalista. Bene: Berlato, assieme alla candidata Maria Carretta, è a processo perché è accusato di aver utilizzato dati personali di persone ignare per iscriverle all’allora Pdl a loro insaputa. Berlato e Carretta correranno per Berlusconi – continua il coordinatore della campagna elettorale in Veneto – e queste sono le cose che vanno cercate e dette ai cittadini, perché sappiano chi sta chiedendo il loro voto. I candidati degli altri partiti hanno paura che il fango vero, quello in cui vivono da decenni, venga fuori dai cassetti e il terrore li spinge a tentare di colpirci con tutto quello che hanno”.
“Eccola, la vera macchina del fango. La loro”.