Sunday, 19 August 2018 - 21:20

Il “caso Bim Gsp” nel tritacarne del laboratorio cittadino dei beni comuni. Bonan: “Finché non ci sarà trasparenza, e non sarà garantita la possibilità di accedere alle informazioni della società, i cittadini non saranno disposti a farsi carico dei debiti di Bim Gsp

Mar 17th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

«Un referendum vinto dal basso, senza padrini e senza padroni! Se oggi siamo qui a discutere su quali forme di gestione adottare per l’acqua, è grazie alla vittoria del referendum». Lo ha detto Walter Bonan, coordinatore provinciale del Comitato acqua bene comune, chiamato a partecipare al la tavola rotonda con i candidati sindaco del Comune di Belluno che si è tenuta venerdì sera al centro Giovanni 23mo. Promotori dell’iniziativa i “comunardi di Belluno”, “casa dei beni comuni” (www.bellunopiu.it www.facebook.com/casadeibenicomunibelluno).

Erano presenti alla serata i candidati sindaco: Claudia Bettiol, Jacopo Massaro, Francesco La Grua, Leonardo Colle, Andrea Lanari, Ida Bortoluzzi.

Tema della serata era il “caso Bim Gsp” la società per azioni formata da 67 comuni della Provincia, che gestisce l’acqua potabile. E i cui bilanci hanno passività per oltre 70 milioni di euro.

«Finché non ci sarà trasparenza, e non sarà garantita la possibilità di accedere alle informazioni della società – ha detto Bonan – io ritengo che i cittadini non saranno disposti a farsi carico in bolletta dei debiti di Bim Gsp».

«Dal 2013 – ha spiegato Bonan – il decreto liberalizzazioni del governo Monti ha assoggettato anche le società pubbliche al patto di stabilità. Dietro questo meccanismo c’è l’impossibilità per gli enti locali di effettuare investimenti, e si aprono così le porte ai privati. In questo modo si fa entrare dalla finestra ciò che il referendum aveva buttato fuori dalla porta. Un cavallo di Troia. Gli investimenti pubblici, infatti, negli ultimi 20 anni si sono ridotti a 1/3.

I cittadini devono sapere che il “metodo normalizzato”, ossia “tutto a tariffa” non sta in piedi. Perché non si può far pagare tutto nella bolletta dell’acqua, gli investimenti e anche gli interessi bancari di Bim Gsp. Chiediamo si intervenga con finanziamenti pubblici, che anziché andare a finanziare l’alta velocità, provvedano ai servizi essenziali».

Jacopo Massaro (centrosinistra) è intervenuto per sottolineare il peccato originale che ha generato le passività di Bim Gsp, ossia la «commistione tra controllato e controllore (Bim Gsp e Ato) e la frammentazione delle responsabilità spalmate sui 67 sindaci dei Comuni».

Francesco La Grua (La Destra) ce l’ha messa tutta per difendere l’operato di Bim Gsp, sostenendo che i bilanci erano stati approvati. Con il benestare dei revisori dei conti e sindaci. «sarebbe come dire che sono tutti incompetenti». Di parere diametralmente opposto Claudia Bettiol (centrosinistra) che ha affermato la necessità di individuare le responsabilità politiche e quelle individuali di Bim Gsp. Leonardo Colle (Lega Nord) ha sostenuto che la politica ha abdicato in favore dei tecnici, nel caso di Bim Gsp, come in Italia. «Si è giunti a questa situazione – ha detto – a causa di una classe dirigente della società ossessionata dall’aumento delle bollette». Punta il dito sulla classe politica Ida Bortoluzzi (centro, Udc): «ad aver prodotto il conflitto d’interesse controllore-controllato è stata la classe politica».

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7 comments
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  1. Sì, Lanari ha confermato le posizioni di 5 Stelle, da sempre in prima linea nel sostenere che l’acqua deve rimanere bene pubblico, promotori della campagna referendaria dello scorso anno, insieme ai comitati.

  2. Punto uno.
    Qualcuno mi spiega questo tormentone sullo slogan “conflitto di interessi tra controllori e controllati” che sembra spieghi tutto e che, secondo me, non spiega niente?
    Il conflitto si attua quando i controllati (in questo caso i sindaci nel cda di GSP) riescono a condizionare le scelte dei controllori (i sindaci dell’ATO e il Presidente della Provincia). In questo caso è successo esattamente il contrario. I sindaci di GSP avevano chiesto di adeguare la tariffa per non fare debiti ed i loro colleghi dell’ATO hanno detto di no. I controllori hanni fatto quello che volevano e, dal momento che sono loro a decidere, non sarebbe cambiato niente se nel cda di GSP ci fossero stati tecnici e non sindaci. Basta guardare quello che succede adesso. Nel cda ci sono i tecnici che, da mesi chiedono l’adeguamento della tariffa ed i soliti sindaci dell’ATO continuano a negarla.
    Non è più semplice se, invece di spiegare tutto, o meglio niente, con degli slogan si fanno i nomi ed i cognomi di tutti quelli (sindaci e presidente provincia) che hanno partecipato a queste decisioni dicendo chi ha votato per una tariffa giusta e chi ha deciso di tenerla bassa creando il debito? E’ semplice ma, evidentemente, sono ancora in molti a non voler mostrare la verità.
    Punto due.
    La colpa grave di tutti gli amministratori è di aver creato il debito senza consultare i cittadini. Si può scegliere di fare un debito invece che pagare subito ma non all’insaputa dei cittadini interessati. E’ un serio problema di funzionamento degli istituti democratici.
    Non basta chiedere che l’acqua sia pubblica (in questo caso è tutto pubblico), bisogna anche accertarsi che chi amministra in nome del pubblico lo faccia con competenza e trasparenza e questo sembra sia difficile.

  3. […] vaporose suggestioni dai candidati sindaco di Belluno Tavola rotonda con i candidati sindaco del Comune di Belluno che si è tenuta venerdì sera al centro Giovanni […]

  4. Giovanni chi sono questi oracoli del giorno dopo?

  5. perche’ non si fa fallire questa societa’?

  6. E’ gia’ fallita perche’ il sistema era fallimentare.

  7. Manca una cosa. Gino Salton e’ entrato nella dirigenza veneta di Verso Nord, il movimento politico “nuovo” dove milita Maurizio Fistarol (8 partiti in 30 anni, media di un partito cambiato ogni quasi quattro anni) e che a Belluno sostiene che la politica deve fare un passo indietro!!! Aggiungo che il nuovo amministratore delegato di Ascopiave, in virtù di un accordo fra PD e Lega, e’ il segretario provinciale di Treviso del PD, dimessosi dalla carica politica qualche giorno fa… Sono gli stessi partiti che qui nel bellunese parlano e parlano di quanto la politica deve state fuori dalle società pubbliche …