Belluno, 28/05/2026 – Si è tenuta questa sera al ristorante La Taverna di Belluno, un’intensa serata culturale organizzata dall’associazione Liberal Belluno. Con l’introduzione della presidente Rosalba Schenal, la conferenza dal titolo “Flondar e dintorni, verso l’Ermada”, ha acceso i riflettori su una delle pagine più drammatiche e significative della Grande Guerra sul fronte triestino.
Protagonista dell’incontro è stato Paolo Gropuzzo, figura di spicco delle istituzioni italiane — già ufficiale di complemento dell’Esercito e successivamente dirigente generale della Polizia di Stato e storico comandante del N.O.C.S. — in veste di relatore e autore di un libro di prossima pubblicazione. L’incontro, condotto da Franco Tosolini, ha offerto una prospettiva che va ben oltre la cronaca militare.
Durante il suo intervento, Gropuzzo ha analizzato il delicato contesto dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915. Nonostante il legame con la Triplice Alleanza, l’Austro-Ungheria era percepita come un “nemico atavico” per i fatti del Risorgimento. L’autore ha evidenziato come la maggioranza degli italiani e del Parlamento fossero inizialmente contrari all’intervento, deciso infine da complesse trattative segrete e dalle promesse territoriali di Francia e Inghilterra.
Questa mobilitazione rappresentò uno shock senza precedenti per un’Italia ancora agricola: circa 6 milioni di persone furono mobilitate, portando a uno sradicamento sociale totale. Gropuzzo ha anche reso omaggio alla “rivoluzione silenziosa” delle donne, che per la prima volta occuparono ruoli maschili nella società e nell’economia bellica.
La particolarità dell’approccio di Gropuzzo risiede nella volontà di narrare la “Grande Storia” partendo dal basso: “Ho cercato di far capire cosa passasse nelle loro teste, o meglio ancora nel loro cuore, in quei frangenti”, ha spiegato l’autore.
Il focus si è concentrato sulla decima e undicesima battaglia del 1917, scontri di proporzioni gigantesche che videro coinvolti oltre un milione e mezzo di uomini sul territorio nazionale, cifre mai più raggiunte. Il racconto si è avvalso di diari e appunti scritti “minuto per minuto”, incrociando spesso la versione italiana con quella austriaca per restituire una visione d’insieme autentica.
L’autore ha descritto con realismo le terribili condizioni nelle trincee, dove la morte arrivava spesso dall’alto, attraverso un’artiglieria che uccideva a distanza senza contatto diretto. Oltre alle bombe, i soldati dovevano affrontare parassiti, tifo, malaria e una convivenza forzata con l’orrore. In un’epoca priva di penicillina, le ferite portavano spesso a migliaia di amputazioni, creando una generazione di mutilati profondamente segnati nel corpo e nello spirito, molti dei quali non ebbero nemmeno il coraggio di tornare a casa per la vergogna della propria condizione.
Gropuzzo ha infine spiegato il valore cruciale dell’altura dell’Ermada. Non era solo un obiettivo simbolico per raggiungere Trieste; la sua conquista avrebbe aperto la strada verso Lubiana e Vienna. Fu proprio questa minaccia al cuore dell’Impero a spingere la Germania a intervenire massicciamente, portando poi agli eventi che condussero alla rotta di Caporetto.
La serata ha confermato l’impegno consolidato dell’Associazione Liberal Belluno nel proporre temi capaci di far parlare il passato al cuore e alla coscienza del presente.
