Le elezioni provinciali dopo la legge Delrio venivano inizialmente snobbate da tutti i partiti poiché quella disastrosa norma aveva reso gratuito il ruolo di consigliere e si apprestava a depotenziare l’ente. Destra e sinistra lo avevano tramutato in un simposio del “vogliamoci bene e governiamo uniti e felici”.
Fu in questo contesto che come Vivaio Dolomiti inventammo una lista provocatoria chiamata “Autostrade per il futuro”, facendo eleggere il consigliere Renata Dal Farra.
Con questa mossa, la politica sempre unita (destra e sinistra insieme) si inventò “la minoranza” anche a Palazzo Piloni, per non permettere ad estranei (anche se regolarmente eletti come loro) di avere un ruolo che fino ad allora era diviso fra i 10 consiglieri: tanti i candidati, tanti gli eletti. Elezioni assolutamente inutili, fino a quel momento di rottura.
La nostra azione in minoranza fu così efficace che dimostrò che la Provincia era ancora determinante nelle scelte strategiche. Ricordiamo la questione Terna, il prolungamento della A27, abbiamo bloccato un’operazione legata alla polizia provinciale che avrebbe comportato dispendio di risorse e che era stata creata come paracadute per un futuro rientro al lavoro di un ex parlamentare.
Da quel giorno è scattata la corsa alla poltrona, che se pur gratuita era sempre una poltrona.
Ma il vero dato di queste ultime elezioni provinciali, dove di liste ce n’erano addirittura tre (come due anni fa) è un altro che nessuno cita oggi: l’astensionismo. Ha votato il 65%, degli aventi diritto, che proprio per la famigerata legge Delrio sono tutti amministratori dei Comuni. Gli stessi che ad ogni elezione ci chiedono il voto appellandosi alla democrazia.
Ma se lor signori sono i primi a non partecipare, che credibilità hanno ancora?
Poco importa se molti consiglieri lontani il cui voto ponderato ha poco peso si sentono dispensati dall’eseguire il loro diritto dovere, visto che “contano poco”. Questo è il fallimento totale della politica, anche di quella vicina a noi, fatta da amministratori locali che nei momenti topici si comportano esattamente come a Roma o a Bruxelles.
Altro che il numero dei consiglieri di destra o sinistra, che grazie agli accordi sottobanco pre elezioni delineano la politica dell’interesse personale o di pochi. Questo è il fallimento di tutti ma soprattutto è uno schiaffo ai cittadini.
Associazione Vivaio Dolomiti
