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Veneto e Friuli nell’anno dell’invasione 1917-1918: due giorni del CEDOS a Vittorio Veneto

I guerra mondiale«Sta contenta losteso che piutosto che fosi rimasto qui unano soto il barbaro nemico che noi ci teneva come schiavi quando si aveva dandare fino a Vittorio voleva la legittimazione altrimenti ci meteva in aresto – se si aveva poi dandare fuori di paese per trovare il grano ci voleva una Carta speciale altrimenti i gendarmi ci pigliava il grano e ci meteva in prigione, dunque piutosto che Tu fosi rimasta qua e che i bambini fossero spaventati dale paure e che avesi pasato dei giorni che non sapevi cosa darli da mangiare certo per te sarebe stato davero un crepa cuore, anche noi Cara Lina non sapimo come abiamo pasato un ano e non siamo morti, si pasava dei giorni non si aveva nula da mangiare dei giorni non si aveva che un Chillo di polenta rosa di sorgo e niente altro, un un anno che è stata qua laustria ci aveva pasato apena una ventena di cilli di farino di gran Turco e Trenta chili di patate che non era buone nepure per la semina ecco questo e Tuto quelo che ci a dato laustria, guai che i nostri italiano non fossero venuti a liberarci questo inverno si sarebe morti Tuti dala fame ma ancora dobiam0 ringrazia Iddio che abiamo salvato la pele che Tuti non posono a dir così».

In questo righe della lettera che Chiara Cosmo da Ceneda scriveva ad un’amica profuga a Milano, sta la sintesi dell’anno tra Caporetto e Vittorio Veneto, ottobre 1917-ottobre 1918, noto anche come “l’anno della fame”.

Di questo il CEDOS, Centro di documentazione storica sulla Grande Guerra, che ha sede a San Polo di Piave (Treviso), intende ragionare nel suo colloquio in programma il 7 ottobre prossimo (inizio ore 9, Aula Civica del Museo della Battaglia, a Vittorio Veneto).
Il panel dei relatori è qualificato: Paolo Pozzato, storico (Caporetto 1917, realtà storica e ricostruzioni nazionali); Gustavo Corni, docente universitario (L’anno del’invasione, anno della fame); Simone Menegaldo, storico (L’agricoltura in Sinistra Piave dalla neutralità all’occupazione straniera); Nicola De Toffol, saggista (La vicenda di Giulio De Zordo, sindaco di Perarolo di Cadore, nell’anno della fame); Lucio De Bortoli, storico (Montebelluna, novembre 1917: senz’acqua e senza pane); Matteo Ermacora, docente universitario (In lotta contro la fame. I civili di fronte alla giustizia militare austro-ungarica, 1917-1918); Aldo Toffoli, storico (Eugenio Beccegato, il vescovo di Vittorio Veneto); Chiara Polita, saggista (Mons. Luigi Saretta e il profugato sandonatese, il lungo ed affamato esodo); Alessandro Valenti, scrittore (Alessandro Tandura, la piccola spia).

La sera precedente, il 6 ottobre, alle ore 18 verrà inaugurata (Museo della Battaglia, ex Chiesa di San Paolo al Piano) la mostra – in collaborazione con la ong IoDeposito – Lands of Memory, fotografie storiche ed opere d’arte contemporanea di Luca Terenzi, Claudio Beorchia, Nathalie Vanheule, Jane Glynn, Gordon Belray, Cosima Montavoci, Ilisie Remus e Victoria Lucas. La mostra rimarrà aperta fino al 25 ottobre. Verrà anche presentato il Quaderno CEDOS n. 6 (Una guerra dimenticata) edito da Kellermann.

Alle 20.30 nel Teatro “Lorenzo Da Ponte”, viene proposto La guerra dimenticata, storie sussurrate nella musica, concerto di e con Francesca Gallo e il Coro ANA di Preganziol.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero.
I docenti che frequentano il convegno possono ottenere l’esonero e ricevono un attestato di frequenza valido ai fini dell’aggiornamento in servizio.

info@cedosgrandeguerra.it
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