Salute. Antiche ricette per vecchi problemi

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“Novità” per alcune sindromi del nostro tempo

Riandare al passato, alla saggezza dei nostri nonni o addirittura alle scoperte degli antichi (che non disponevano dei mezzi della nostra civiltà ma neppure erano soggetti alla pesante e onnipresente influenza dei nostri mezzi di convinzione di massa) può essere istruttivo e vantaggioso. Uno degli aspetti di maggiore interesse, che riguarda tutti noi, è il rapporto tra le nostre abitudini alimentari e la nostra salute.

In provincia di Belluno l’obesità e il sovrappeso presentano incidenze inferiori rispetto alla media italiana, mentre si registra un numero significativo di nuove diagnosi ogni anno sia per i tumori che per le malattie autoimmuni. Per i tumori i dati risultano influenzati dall’indice di vecchiaia tra i più alti d’Italia

Tumori: nel 2023 registrati 1.635 nuovi casi di tumore con un incremento del 10% rispetto al 2021. Sclerosi Multipla: registrata l’incidenza più alta del Veneto, con circa 500 pazienti Tra obesità e dieta il rapporto è molto chiaro mentre è certamente meno curato o meno sentito il rapporto tra alimentazione, tumori e sclerosi multipla.

Possiamo dire che diverse ricerche (tra cui studi di laboratorio e osservazioni epidemiologiche) suggeriscono che le proteine possono influenzare la crescita cellulare in modi opposti. Esplorare la differenza tra proteine animali e vegetali è affascinante perché ci permette di vedere come il cibo non sia solo “carburante”, ma un vero e proprio set di istruzioni per le nostre cellule.

Le proteine animali tendono ad attivare “interruttori” della crescita più potenti rispetto a quelle vegetali e sono particolarmente ricche di aminoacidi che contengono zolfo, come la metionina e la cisteina di carne, pesce e uova. Lo zolfo viene ossidato ad acido solforico. Poiché si tratta di un acido forte, il corpo deve neutralizzarlo immediatamente per mantenere l’equilibrio metabolico.

Al contrario, le fonti proteiche vegetali (come i legumi) non solo contengono meno aminoacidi solforati, ma sono spesso accompagnate da sali di acidi organici, come il citrato e il malato di potassio che sono agenti alcalinizzanti utilissimi nel regolare l’equilibrio acido-base e supportare la salute cardiovascolare e muscolare

Questo non significa che le proteine animali siano “veleno”, ma che in un’alimentazione equilibrata dovrebbero essere bilanciate da un abbondante consumo di frutta e verdura, per fornire i minerali necessari a neutralizzare quel carico acido senza intaccare le riserve dell’organismo (come il calcio delle ossa).

La medicina ippocratica di 2400 anni fa non conosceva queste sottigliezze metaboliche ma aveva fatto tesoro delle esperienze mediche accumulate nei secoli precedenti e aveva formulato il principio biunivoco: IL CIBO SIA LA TUA MEDICINA E LA TUA MEDICINA SIA IL CIBO

Per ottenere tutti gli amminoacidi essenziali (EAA) da fonti vegetali, la strategia chiave è la complementazione proteica: in tal modo si abbinano fonti diverse che si completano a vicenda. Un esempio tipico è la combinazione di cereali quali riso, frumento, mais, orzo e farro con legumi quali fagioli, ceci, piselli e lenticchie. In tal modo le carenze dell’uno vengono colmate dall’altro, creando un profilo amminoacidico paragonabile a quello della carne.

.”All in One” sono le Proteine Vegetali Complete” che contengono già tutti i 9 aminoacidi essenziali in proporzioni ottimali. Includerli nella dieta semplifica molto le cose. Sono la Soia e derivati Tofu e Tempeh; gli Pseudocereali Quinoa, Amaranto e Grano Saraceno; i Semi di Canapa e Semi di Chia; la Spirulina.

Anni fa mi è capitato di parlare con un Direttore Sanitario di ospedale per capire come mai criteri elementari come questi non venissero adottati sistematicamente per tutti i Pazienti, e non solo per i diabetici. Mi ha spiegato che era necessario attendere che scadesse il contratto con la ditta che forniva l’Ospedale. Per quel che ho capito da allora la situazione non è molto cambiata.

In conclusione per il Nuovo Anno vorrei rinnovare questi concetti per i sani, affinché non si ammalino, e per i malati affinché possano guarire più rapidamente. Non ho motivo per dubitare che medici di base e specialisti conoscano i principi della medicina ippocratica: il fatto è che la medicina di impronta farmacologica del nostro secolo, con una pillola e un vaccino per ogni sintomo, sembrano rappresentare una scelta più rapida ed efficace.

Ma non è vero. Io consiglierei ai malati di obesità, tumori e malattie autoimmuni di farsi autonomamente una cultura di arte culinaria con netta prevalenza dei cibi vegetariani e leggano pure “The multiple sclerosis diet book” di Roy Laver Swank, il neurologo che per primo identificò nella dieta i fattori causali della sclerosi multipla. Per motivi che si possono sospettare non se ne parla mai. Corrisponde al rifiuto scientifico noto come “Riflesso di Semmelweis” in ricordo della febbre puerperale curata 150 anni fa dal ginecologo ungherese.

Con i migliori auguri di buona salute per i miei concittadini

Dr Filiberto Dal Molin