Oslo, Norvegia – 10 Ottobre 2025 – Il Premio Nobel per la Pace del 2025 ha riservato una delle sorprese più clamorose degli ultimi anni. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato a Maria Corina Machado, attivista venezuelana e coraggiosa oppositrice del regime, un’outsider che ha sbaragliato i pronostici e le quote dei bookmakers di tutto il mondo.
L’annuncio è stato dato dall’Istituto Nobel norvegese durante la cerimonia a Oslo, celebrando la 58enne di Caracas come una “coraggiosa e impegnata paladina della pace”. La motivazione ha sottolineato il suo “instancabile lavoro nel promuovere i diritti democratici del popolo venezuelano” e la sua “lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia”. Il Comitato l’ha definita una “donna che mantiene accesa la fiamma della democrazia in mezzo a un’oscurità crescente”.
La scommessa perduta dei bookmakers
La vittoria della Machado rappresenta un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Fino all’ultimo, gli addetti ai lavori e i bookmakers – che spesso anticipano con accuratezza i possibili vincitori – erano concentrati su un testa a testa tra i superfavoriti.
Secondo l’Agenzia Agimeg, la gara sembrava ristretta a due candidati principali: la rete sudanese Emergency Response Rooms, bancata con la quota più bassa a 2.00, e l’ex Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, offerto a 2.50. Subito dietro si piazzava Yulia Navalnaya (3.00), economista e politica russa, vedova del dissidente Alexei Navalny.
Altri nomi di peso, come il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, vedevano le loro quote in salita (6.00), mentre l’attivista svedese Greta Thunberg e la Corte Internazionale di Giustizia erano entrambe bancate a 11.00.
Maria Corina Machado, quasi assente dalle lavagne dei favoriti, ha così compiuto un’impresa storica, dimostrando che la reale portata dell’impegno per la democrazia e la pace può superare di gran lunga ogni calcolo previsionale. Il Nobel a Machado è un forte segnale di sostegno alla resistenza democratica in Venezuela e un monito per i regimi illiberali a livello globale.
