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Non Una di Meno Belluno. Evviva la 194, evviva i consultori. Evviva le libere scelte delle donne

Il 22 maggio del 1978 venne approvata la legge 194, che rendeva legale l’interruzione di gravidanza in Italia e garantiva alle donne la possibilità di accedere all’aborto in maniera gratuita e sicura. Era lo stesso anno dell’istituzione del sistema sanitario nazionale, gratuito e accessibile per tutti, da tre anni invece (con la legge 405 del 1975) erano ufficialmente nati i consultori, luoghi attivi già da tempo come rivendicazione del movimento femminista e presidi dove, attraverso l’attivismo, i diritti delle donne venivano garantiti. Fossero essi la contraccezione, la necessità di informazione, quella di interrompere una gravidanza non desiderata.
Molte realtà concorsero a questo grande processo di emancipazione, che veniva finalmente e faticosamente riconosciuto dallo stato.

La legge 194 tentava di accontentare tutti, ed anche per questo conteneva in sé contraddizioni che, di lì a non molto, sarebbero esplose.

Oggi, viviamo in un paese in cui in larga parte l’accesso all’aborto è molto difficile se non impossibile e la legge è in gran parte disattesa. Questo, in un generale depotenziamento dei servizi pubblici ed in particolare di quello dei consultori, privi di risorse, oberati di compiti, assediati dalle strutture private e dalle associazioni contrarie all’interruzione di gravidanza (oggi più che mai, vista la visione parziale di chi presiede il ministero della famiglia, che pure dei diritti delle donne, tutti, dovrebbe occuparsi).
Per questo, di aborto non si parla o, se lo si fa, è solo per mettere in discussione la possibilità di scelta. Che è, al pari di tutti gli altri, un diritto fondamentale delle donne.
Anche su questo territorio, molte e molti hanno contribuito ad affermarlo con una campagna che abbiamo deciso di vedere appesa sui muri: per noi è un’ovvietà, ma intendiamo ribadirla.

Questa è un’iniziativa che, nel nostro territorio, si inserisce tra le molte mobilitazioni che il movimento Non Una Di Meno ha promosso a livello nazionale. Il 25 maggio, infatti, è una giornata di mobilitazione, dal titolo: “I consultori sono nostri!” così come negli anni settanta sono nati.

Dall’appello, il movimento chiede: “Vogliamo attraversare gli spazi della salute senza paura, senza giudizio e senza abusi, confidando nella tutela del sistema sanitario pubblico e laico, senza essere penalizzatə e senza interferenze sulle nostre decisioni. (…) Ribadiamo ancora una volta che nessuno può decidere su di noi: né la Chiesa né lo Stato e per questo ci opponiamo alle dinamiche di un governo che non ci rappresenta, ma che cerca di controllarci e strumentalizzarci come incubatrici per la patria. L’aborto è un diritto e continueremo a lottare contro ogni forma di violenza sui nostri corpi, perché ci appartengono: autodeterminarci è una nostra scelta!”

Anche a Belluno la pensiamo così.

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