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giovedì, Giugno 13, 2024
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Miranese sconfitta anche al ritorno: i rinoceronti approdano in serie D

Belluno Volley rinocerontiURBAN MIRANESE-BELLUNO VOLLEY 1-3

PARZIALI: 17-25, 25-19, 23-25, 19-25.

URBAN MIRANESE: Veronese, Fortale, Brusamolin, Midi, Toniato, Raia, Vetrano (L), Longato (L), Prendin, Cazzin, Zaramella, Spiandorello, Puntar. Allenatore: D. Beccarello.

BELLUNO VOLLEY: F. Guolla, Torres, S. Guolla, Rossano, Colferai, Parizzi, Tona, Nicolini, Urago, Pavan, Grigioni, Ravazzolo, Devranis (L), Dalla Corte (L). Allenatore: M. De Grandis, vice A. Pavei, dirigente accompagnatrice O. Puccetti.

È fatta. Il Belluno Volley prende l’ascensore e approda in serie D. Dopo il 3-1 maturato all’andata, tra le mura amiche della Spes Arena, i giovani rinoceronti si ripetono anche al ritorno, con lo stesso punteggio: a Campocroce di Mirano, prende forma un altro 3-1, al cospetto dei padroni di casa dell’Urban Miranese. E l’obiettivo è raggiunto, a coronamento di una settimana semplicemente indimenticabile. Perché lunedì scorso, il gruppo di Simone Donadel ha compiuto il salto dalla Seconda alla Prima divisione. E ora tocca al collettivo di Max De Grandis e Alberto Pavei salutare la Prima e planare su una categoria di respiro regionale come la D.

PARTENZA LANCIATA – L’approccio a gara 2 è impeccabile. I bellunesi, infatti, imprimono subito ritmi elevati al match e “triplicano” gli avversari: 9-3. La Miranese abbozza la reazione, ma riuscirà ad avvicinarsi solo di 4 lunghezze (20-16). Nel finale di set, i biancoblù allungano ulteriormente e chiudono i giochi. I padroni di casa, però, non si lasciano abbattere dalla falsa partenza. E rialzano la testa nel secondo round: cancellano il fulmineo 3-0 dolomitico, impattano a quota 12 e confezionano un break di 7-2, che li proietta sul 19-14. Un margine che i ragazzi di De Grandis non riusciranno più a ricucire: 25-19 e parità nel conto dei parziali.

CHIAVE – La vera chiave del match è nel terzo atto: sulle ali dell’entusiasmo, l’Urban allunga ben presto il passo (9-5), ma non si fa attendere la rimonta dei rinoceronti, che salgono di livello in ogni fondamentale. Riportano la situazione in equilibrio (15-15) e sorpassano. Sul 23-20, per Guolla e compagni sembra fatta, anche se la Miranese ha più vite pallavolistiche di un gatto e fa sentire il fiato sul collo agli avversari: 23-24 e tre set-ball annullati. Tutto riaperto? No, perché il Belluno Volley inchioda il punto numero 25 e conquista il parziale e la promozione. Nel quarto atto, ininfluente per l’esito della serie, il sestetto dolomitico non intende comunque lasciare nulla al caso: doppia gli avversari (16-8) e completa l’opera (25-19). Alla fine, può partire la festa. Per il gruppo di Prima divisione e per l’intera società, che vede fiorire in maniera sempre più rigogliosa il settore giovanile.

L’ANALISI – Soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, il tecnico Massimo De Grandis: «L’unione e la compattezza del gruppo hanno fatto la differenza. Coroniamo al meglio una stagione non semplice per i vari cambiamenti in rosa e, in particolare, in cabina di regia: basti pensare che, nel ruolo di palleggiatore, si sono alternati sei atleti. Ma i ragazzi hanno compiuto un grande sforzo per potersi adattare». Il gruppo, nel suo complesso, era arricchito da una ventina di elementi: «Ognuno dei ragazzi ha dato il massimo sotto il profilo dell’impegno e della dedizione. Ho avuto la fortuna di allenare un collettivo fantastico dal punto punto vista umano». Impeccabile, inoltre, l’interpretazione della sfida in terra veneziana: «Avevo chiesto alla squadra di partire a mille ed è stato così. Nel primo set abbiamo attaccato con efficacia al centro e aperto bene il gioco. Nel secondo, invece, siamo entrati un po’ in crisi con la ricezione e forse ci siamo fatti prendere dall’ansia di dover conquistare due parziali per ottenere la promozione. Ma, in maniera progressiva, abbiamo ritrovato il filo, grazie anche all’entrata in campo di Rossano». Il traguardo, per certi versi, è sorprendente: «Ci aspettavamo di disputare un buon campionato, forse non di spingerci così in alto. Perché il gruppo era molto vario, con ragazzi che provenivano da esperienze diverse. È stato portato a termine un bel lavoro di amalgama con Pavei: io e Alberto la pensiamo allo stesso modo. Tra noi basta uno sguardo per capirci». Non manca la dedica conclusiva di coach De Grandis: «A tutti i ragazzi. Ma proprio tutti: da chi ha dovuto smettere a chi, come Fistarol, è partito per un’esperienza di studio negli Stati Uniti. Ognuno ha dato un contributo fondamentale».

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