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giovedì, Giugno 13, 2024
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A Venezia Hostaria Bacanera dedica piatti speciali ai padiglioni della Biennale 2024

Piatti speciali dedicati ai vari Paesi partecipanti alla Biennale. L’iniziativa è dell’Hostaria Bacanera, un ristorante con una trentina di posti all’interno e altrettanti all’esterno in un campiello nascosto di Cannaregio fuori dai percorsi turistici.

“Stranieri ovunque” è il tema della Biennale 2024 curata da Adriano Pedrosa, per descrivere il mondo contemporaneo “pieno di crisi multiformi, che riguardano il movimento e l’esistenza delle persone all’interno di Paesi, nazioni, territori e confini, esprimendo differenze e disparità condizionate dall’identità, dalla cittadinanza, dalla razza, dal genere, dalla sessualità, dalla libertà e dalla ricchezza”.

A Cannaregio, dove sono visitabili diverse mostre, tra cui Grand Hotel di Ydessa Hendeles e The Spirits of Maritime Crossing, il viaggio alla scoperta del “diverso” continua tra i sapori e gli accostamenti originali dello chef Alessandro Tronconi all’Hostaria Bocanera, che propone una variegata offerta di piatti stagionali, dal pesce del mercato di Rialto alle primizie ed erbe spontanee di Sant’Erasmo.

In omaggio alla riapertura del Padiglione dell’Ucraina, troviamo ad esempio il Borsch Venezia-Kiev, una zuppa di barbabietole con baccalà mantecato e riduzione di mosto di vino. E il Varenyki, ravioli di pesce saltati in salsa di limone e cipollotto, serviti con uova di salmone. Per i mesi di maggio e giugno la proposta culinaria è ispirata ai piatti del Cile, Gran Bretagna, Turchia, Nigeria, Albania, Perù, Bangladesh e Austria.

La trasformazione in Hostaria Bacanera, già sede nel ‘500 delle prigioni di Cannaregio, poi bottega di fabbro, palestra, e bacaro osteria nel 2018, si deve all’intuizione di Marcello Forti, imprenditore gourmand, titolare del ristorante Stendhal nel centro storico di Milano, dell’Osteria di Brera, con prossima apertura a Roma in Galleria Alberto Sordi.

Hosteria Bacanera dunque, è il ristorante ideale per chi vuole vivere la Venezia più autentica, attraverso le suggestioni di arte, design e tradizione gastronomica. Un’osteria veneta che va oltre i tradizionali “cicheti” e aperitivi.

La sala del ristorante è arricchita dal bancone intarsiato ricavato da un antico guardaroba, il pianoforte, gli specchi dorati e un divanetto rosso cardinale. Alle pareti due ritratti della scuola del Tintoretto, rispettivamente del ‘500 e del ‘600, che raffigurano i Procuratori di San Marco, ovvero la carica più importante durante la Serenissima, gerarchicamente subito dopo il Doge. All’esterno, nel campiello dove viene allestito il dehors, c’è l’albero Bagolaro delle bacche nere, che dà il nome al ristorante.

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