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Addio a don Lorenzo Dell’Andrea: il cordoglio di Assostampa Belluno. Messaggi di cordoglio

«Con don Lorenzo Dell’Andrea il giornalismo bellunese perde una delle sue figure di riferimento». Il consiglio direttivo di Assostampa Belluno esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di un sacerdote che ha saputo leggere e interpretare in maniera puntuale le dinamiche e i cambiamenti del mondo dell’informazione. E della comunicazione in generale.

Direttore per trent’anni dell’Amico del Popolo, dal 1962 al 1992, ha contribuito anche a fondare la Federazione Italiana Settimanali Cattolici, mentre nel 1995 ridiede slancio a Telebelluno. Componente di Assostampa per lunghi anni, ha sempre saputo dare il suo contributo al mondo dell’informazione bellunese.

Venezia, 7 marzo 2024 “Ha saputo concretizzare la visione di unire le comunità delle nostre Terre Alte con un’informazione puntuale che partisse dal quel sentimento religioso che è uno dei caratteri più identitari delle nostre Dolomiti; questo in anni non così vicini quando le distanze tra una valle e l’altra, nelle aree alpine, erano ancora un ostacolo. In don Lorenzo Dell’Andrea, il carattere del sacerdote, dell’insegnante e del giornalista si sono fusi nella missione di un uomo di chiesa, innamorato della sua terra. Riunite insieme tutte le iniziative e i progetti di valore religioso, editoriale e sociale che lo hanno visto protagonista in una lunga vita, di lui rimarrà questo ricordo. Ora che è mancato, esprimo il cordoglio della Regione del Veneto e la mia vicinanza a quelli, tanti, che gli hanno voluto bene”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ricorda don Lorenzo Dell’Andrea già direttore del settimanale diocesano bellunese “L’amico del popolo” e dell’emittente Telebelluno, scomparso ieri sera a 93 anni.

Belluno, 7 marzo 2024 – “Con Don Lorenzo Dell’Andrea se ne va un punto di riferimento per il Bellunese, autorevole e appassionato. Ha dato voce a un territorio spesso inascoltato: gli dobbiamo essere grati per tutto quello che è riuscito a fare. Ci mancherà moltissimo. La nostra Associazione si stringe al lutto della Diocesi di Belluno Feltre e abbraccia, in particolare, gli amici di Telebelluno, la sua grande famiglia, il progetto nel quale ha creduto per decenni, con abnegazione e lungimiranza”. Così Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, esprime il proprio cordoglio, quello del Consiglio di Presidenza e dell’intera Associazione per la scomparsa di don Lorenzo Dell’Andrea. “Don Lorenzo amava la sua montagna incondizionatamente e lo trasmetteva nella sua concezione di televisione e comunicazione, sempre protesa a raccontare il territorio in termini propositivi ma franchi. È stato un interprete autentico della nostra provincia, determinato e concreto”, prosegue Berton. “Ha sempre dato voce alle tante anime del Bellunese, raccontando il grande cuore delle sue vallate e delle sue terre alte. Mondo delle Istituzioni e società civile, impresa e terzo settore, scuola e chiesa, hanno trovato in don Lorenzo un interlocutore fine e aperto al confronto. Don Lorenzo ha capito prima di altri la necessità di fare rete, di valorizzare le differenze promuovendo l’unità del territorio. La sua lezione dovrà continuare a ispirare tutti noi”, la conclusione di Berton.

Belluno, 7 marzo 2024 – «Pastore attento al territorio, giornalista e informatore equilibrato, grande appassionato delle tradizioni locali. Il Bellunese perde una figura importante che ha dato tanto alle nostre comunità». Così il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin in una nota di cordoglio per la scomparsa di don Lorenzo Dell’Andrea, classe 1930, già direttore dell’Amico del Popolo e “rifondatore” di Telebelluno.
«Ha segnato profondamente il mondo dell’informazione locale e si è impegnato a lungo nella tutela e nella trasmissione delle tradizioni ladine. Ai suoi famigliari e a tutti coloro che hanno apprezzato il suo lavoro attento e accurato l’abbraccio mio e dell’intero consiglio provinciale».

Gianantonio Da Re, eurodeputato della Lega e membro del gruppo Identità e Democrazia, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di don Lorenzo Dell’Andrea: «Con don Lorenzo se ne va un pezzo della storia bellunese e dell’informazione locale – ha detto Da Re – . Gli siamo grati per il suo lavoro, svolto con professionalità, e per la passione e l’intelligenza con cui ha saputo interpretare l’attualità, sempre seguendo e portando gli insegnamenti della sua sincera fede».

È morto nella serata di martedì 6 marzo don Lorenzo Dell’Andrea. Lo piange il comitato di Belluno del Centro sportivo italiano, comitato che don Lorenzo aveva fondato a metà degli anni Cinquanta e di cui era poi stato consulente ecclesiastico fino ai primi anni Sessanta. Persona caratterizzata da grande intelligenza e profonda cultura, don Lorenzo era attento al territorio e a tutto ciò che in esso accadeva. Con discrezione, anche in questi ultimi anni ha continuato a seguire il mondo del Centro sportivo italiano, non mancando di far avere consigli, suggerimenti e incoraggiamenti. Il consiglio direttivo di Csi Belluno esprime le più sincere condoglianze ai familiari. Questo fine settimana, prima dell’inizio delle partite dei Campionati di calcio provinciali, verrà osservato un minuto di silenzio

Il Rotary Club Belluno piange la morte del suo past president e presidente dell’annata 1984-1985, don Lorenzo Dell’Andrea, avvenuta questa notte all’età di 93 anni.
«Don Lorenzo è stato per il Rotary Belluno una delle colonne portanti e figura di riferimento per tutti noi soci, oltre che per la comunità tutta nei vari ambiti in cui ha operato – le parole del presidente Davide Piol – in quest’anno da Presidente del Club ho avuto l’onore di poterlo premiare per il suo cinquantesimo anno di affiliazione al nostro sodalizio. Mi porterò sempre il ricordo dei suoi occhi azzurri vivaci e del suo pensiero lucido e lungimirante che in vari messaggi mi ha sempre trasmesso. Riposa in pace don Lorenzo e continua ad illuminarci da lassù!». Al cordoglio del Club, si sono associati fin da subito numerosi esponenti rotariani, a cominciare dai due decani Giuliano Fassetta e Lino Sief, che ne ricordano la statura morale e le tante “battaglie” in qualità di giornalista e “opinion leader”.
Difficile riassumere l’intensa vita di don Lorenzo, primo sacerdote in Italia a entrare a far parte del mondo rotariano, molto attivo anche con il gruppo dei Rotariani alpinisti in montagna, ai cui raduni per decenni don Lorenzo ha partecipato. Parlando del Rotary e dei suoi “service” in Italia e nel mondo, partendo però sempre dalla realtà locale, don Lorenzo citava volentieri Dante Alighieri con i versi del “Paradiso”: «Favilla che si dilata in fiamma poi vivace». A ricordarne la figura e la testimonianza, alcuni past president del Club. Innanzitutto, Maurizio Paniz: «Don Lorenzo ha caratterizzato un’epoca, riuscendo ad unire il profondo rispetto per i valori più autentici del cristianesimo ed una visione moderna dei rapporti sia sotto il profilo imprenditoriale sia sotto il profilo delle relazioni umane: Belluno perde un grande sacerdote ma soprattutto una grande persona».
Alle parole di Paniz, si aggiungono quelle di Alberto Alpago Novello «Don Lorenzo era sempre presente nella vita del club anche se negli ultimi anni, per l’età, non sempre “fisicamente”. Faceva sentire la sua presenza e vicinanza costante con messaggi di apprezzamento per la vita e i progetti del club e con la sua instancabile presenza alla messa di Natale del Rotary donando ai soci un prezioso e molto apprezzato esempio di fede vissuta». E ancora il past president Gianmarco Zanchetta: «La sua dipartita ci farà mancare quella indispensabile presenza spirituale che ci accompagnava da oltre cinquant’anni», e il socio Paolo Doglioni: «Quasi ogni giorno, incontrandolo in via Mezzaterra si percorreva insieme la strada verso casa, una settimana fa avvertivo la sua fatica anche a fare pochi passi, ma lui mi rassicurò dicendomi che con la volontà si riesce a fare tutto. Salutandomi don Lorenzo mi disse che “la troppa velocità e la poca spiritualità di questo mondo porta a guerre ed incomprensioni”».

IL PROFILO
Sacerdote, canonico della Cattedrale, insegnante di materie letterarie al Seminario gregoriano e di religione nelle scuole pubbliche della città, assistente ecclesiastico del Ctg, giornalista dal 1962, professionista nel 1984, don Lorenzo Dell’Andrea è da considerarsi uno dei “pionieri” del giornalismo veneto avendo promosso nel mondo cattolico, anche quale presidente dell’Opera Diocesana San Martino Vescovo, uno dei primi gruppi editoriali “multimediali” con il settimanale diocesano “L’Amico del Popolo”, di cui è stato direttore dal 1962 al 1992, la testata “Radiopiave” avviata nel 1976, la stampa roto-offset e altri strumenti di comunicazione, compreso il Web.
È stato direttore di “Telebelluno” dal 1995 al 2016 favorendone e guidandone lo sviluppo editoriale, tecnologico e infrastrutturale.
Nel 1995 è stato insignito del Premio San Martino da parte del Comune di Belluno quale «protagonista da quarant’anni della vita culturale ed associativa della Città».
Nel 2016 ha ricevuto il Premio alla carriera da parte dell’Ordine dei giornalisti del Veneto per l’impegno professionale profuso in una «realtà socio-culturale non sempre facile nonostante l’alta qualità della vita» qual è la provincia di Belluno.
Particolarmente sensibile alle sue origini cadorine e ladine, ha fondato l’Union dei Ladign di Selva ed è autore di un Vocabolario italiano-ladino.
Instancabile viaggiatore (andò in Unione Sovietica e in Estremo Oriente ben prima dell’Ost-politik vaticana), ha organizzato e guidato centinaia di pellegrinaggi diocesani, in particolare a Lourdes e in Terra Santa, dove si è recato più di cinquanta volte fino ai primi anni Duemila. Ha seguito da vicino, con la Sala stampa vaticana, il viaggio di Giovanni Paolo II nella terra di Albino Luciani e i successivi soggiorni pontifici a Lorenzago di Cadore familiarizzando con i media di tutto il mondo, che ne apprezzarono la professionalità e la profonda cultura.

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