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Doppio cognome ai nuovi nati: solo il 6 – 7 % in provincia, 17% la media nazionale

Otto marzo, Giornata internazionale della donna. Doppio cognome, parità di genere, riconoscimento ed emancipazione della donna

La scelta del cognome da attribuire ai figli costituisce un elemento fondamentale dell’identità personale del nuovo nato e rappresenta un esempio di civiltà.

Un anno fa, l’abolizione dell’automatismo dell’attribuzione del patronimico ai nuovi nati, è stato considerato come un esempio di riconoscimento del ruolo della donna madre all’interno della famiglia e di emancipazione della donna in Italia.
Fino al 1 giugno 2022 in Italia era sancito per legge il cosiddetto automatismo dell’attribuzione del patronimico, ovvero del cognome paterno, salva l’eccezione del riconoscimento esclusivo da parte della madre nell’ipotesi di genitori non coniugati.
La sentenza n. 131/2022 della Corte Costituzionale ha abolito detto automatismo, con la conseguenza che successivamente al giugno 2022, la modalità ordinaria di attribuzione del cognome al neonato prevede l’attribuzione del doppio cognome (paterno/materno, materno/paterno), secondo l’ordine scelto e riferito dai genitori all’atto della nascita, salvo comunque l’accordo di detti genitori di attribuire al nascituro esclusivamente il cognome materno o paterno.

L’accordo non necessita di ulteriore formalizzazione rispetto alla dichiarazione resa all’atto della nascita, e, nell’ipotesi in cui la nascita sia dichiarata soltanto da un genitore, solitamente la madre, sarà codesto genitore dichiarante ad assumersi la responsabilità della scelta assunta che si presume essere condivisa con l’altro genitore.
In caso di disaccordo, invece, i genitori dovranno rivolgersi al Tribunale del luogo di nascita del figlio per dirimere la questione.

A distanza di quasi un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale in parola, l’Italia è l’unico tra i paesi in Europa ad attendere ancora una legge che disciplini concretamente ed uniformemente le questioni che possono derivare dall’applicazione della sentenza in parola (ad esempio:  – eventuali difformità di giudizi circa l’ordine di attribuzione del cognome; – in ordine alfabetico e quello del genitore più anziano;  – durata nel tempo del cognome scelto; – uniformità o meno del cognome scelto dalla coppia genitoriale per altri figli prenati, ecc…).

E negli altri Paesi europei cosa dice la legge?

In Francia, i genitori hanno possibilità di scelta del cognome da attribuire soltanto per il primo figlio (gli altri figli della stessa coppia genitoriale porteranno il cognome scelto per il primo figlio); in Belgio, in mancanza di accordo tra genitori, viene attribuito il doppio cognome in ordine alfabetico; in Germania, viene attribuito il doppio cognome o il cognome scelto dalla coppia come cognome della famiglia; in Svizzera, Grecia, Ungheria, Romania e Croazia, vi è libera scelta nell’attribuzione del cognome, ma il cognome scelto viene poi attribuito automaticamente a tutti i figli nati da quella coppia genitoriale; nel Regno Unito viene lasciata ampia libertà ai genitori nella scelta e nell’attribuzione del cognome al nascituro; in Spagna, a mezzo di specifica legge viene attribuito automaticamente il doppio cognome, prima paterno e poi materno; in Portogallo, a mezzo di specifica legge, viene automaticamente attribuito i doppio cognome, prima materno e poi paterno; in Austria e nei paesi scandinavi, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, viene attribuito automaticamente dall’Ufficio Anagrafe alla nascita del figlio il cognome materno, salve diverse e specifiche indicazioni da parte dei genitori.

In attesa dell’emanazione di una specifica normativa ed a quasi un anno dalla pronuncia della sentenza della Corte Costituzionale, nell’evidenziare che il Ministero dell’Interno, cui afferisce l’Anagrafe Nazionale, ha in corso l’aggiornamento dei dati, che gli Uffici Anagrafe dei Comuni (sia esso il Comune di nascita del neonato o di residenza dei genitori) acquisiscono le dichiarazioni di nascita dei nuovi nati, mentre le richieste di aggiunta del cognome, successive alla nascita ed al riconoscimento, sono raccolte dalle Prefetture, da una prima indagine conoscitiva a livello nazionale, possiamo riferire che la scelta del doppio cognome si attesta in una percentuale media del 17%; in provincia di Belluno, ad oggi, 8 marzo 2023 festa della donna, nella percentuale del 6-7% .

La scarsa percentuale della scelta del doppio cognome può essere considerato un flop o l’inizio di un cambiamento verso la realizzazione della parità di genere e di un riconoscimento della valorizzazione ed emancipazione della donna? Ai posteri l’ardua sententia.

Anna Polifroni

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