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Belluno. Conto alla rovescia per gli ultimi 80 tigli di via Feltre: l’ultimo disperato appello di Lipu e Italia Nostra

Lunedì 1° giugno scatterà il taglio totale autorizzato dal TAR. Le associazioni ambientaliste e i residenti insorgono contro il Comune: «Scelta assurda in pieno periodo di nidificazione e con temperature torride. Riprogrammare i lavori».

Belluno, 29 Maggio 2026 – È iniziato il conto alla rovescia più drammatico per il patrimonio verde di Belluno. Lunedì 1 giugno 2026 prenderà il via l’abbattimento degli ultimi 80 tigli superstiti in via Feltre. L’intervento, reso possibile dalla recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) che ha sbloccato i cantieri, ha innescato una mobilitazione d’urgenza da parte delle principali sigle ambientaliste del territorio. La Delegazione Lipu e la sezione locale di Italia Nostra, supportate dai residenti della zona, hanno lanciato un ultimo, accorato appello al sindaco Oscar De Pellegrin affinché fermi le motoseghe e riprogrammi l’intervento in autunno.

La polemica si concentra non solo sulla perdita storica del viale, ma soprattutto sulle tempistiche scelte dall’amministrazione comunale. Ci si trova infatti nel pieno della stagione riproduttiva dell’avifauna urbana, un periodo dell’anno tutelato da severe normative nazionali ed europee.

Lipu al Sindaco: «I monitoraggi attuali sono insufficienti, si rischia il reato penale»

La Delegazione Lipu di Belluno ha preso formalmente posizione inviando una lettera al primo cittadino per chiedere un rinvio di qualche mese. Niccolò Sovilla, delegato locale dell’associazione, esprime forti perplessità sui controlli eseguiti dal Comune per accertare l’assenza di nidi: «So che in data odierna (29 maggio) sono stati effettuati dei controlli lungo via Feltre: mi auguro che siano stati condotti da personale qualificato e secondo rigidi criteri scientifici. L’abbattimento di alberature durante il periodo di nidificazione, compreso tra marzo e luglio-agosto, mette in grave pericolo i nidi degli uccelli».

La Lipu contesta apertamente la validità scientifica dei precedenti monitoraggi effettuati prima della prima tranche di lavori (avvenuta il 13 e 14 aprile scorsi), definendoli “rapide ispezioni” del tutto insufficienti. Un controllo adeguato, secondo i protocolli ornitologici ufficiali dell’associazione, richiede metodologie complesse e tempi d’osservazione lunghi. Molte specie diffuse nei contesti urbani, come le cinciallegre o le cinciarelle, possono rimanere all’interno delle cavità dei tronchi dai 15 ai 36 minuti senza uscire, risultando completamente invisibili a un occhio frettoloso.

«Nei due Verbali di attestazione tecnica relativi ad aprile non veniva citata alcuna delle metodologie scientifiche suggerite dalla Lipu», incalza Sovilla. «Una rapida ispezione per ciascun albero non è sufficiente. Distruggere i nidi costituisce un reato penale equiparabile all’uccellagione ai sensi della Legge 157/1992».

Secondo il vademecum della Lipu, un monitoraggio serio richiede:

  • Controlli condotti esclusivamente da un ornitologo con preparazione documentabile;

  • Osservazioni nelle prime ore della mattina (massima attività degli uccelli);

  • Uso di sonde o endoscopi per esaminare le cavità nei tronchi e nelle branche alte;

  • Ispezione della chioma dall’alto tramite l’utilizzo di un cestello elevatore.

Italia Nostra convoca la piazza: «Decisione violenta e assurda»

Accanto alla Lipu si schiera con fermezza il Consiglio Direttivo di Italia Nostra – Sezione di Belluno, che definisce la scelta di procedere al taglio immediato «violenta e assurda». L’associazione mette l’accento anche sul benessere dei cittadini e sul microclima urbano: l’estate è ormai alle porte, le temperature sono già torride e l’abbattimento di 80 alberi in piena vegetazione priverà l’area di una fondamentale funzione di ombreggiamento e mitigazione della calura.

«Non sussiste alcun carattere di urgenza in questo momento», denuncia il Direttivo di Italia Nostra. «Siamo all’inizio dell’estate, gli alberi stanno svolgendo la loro importante funzione di mitigazione della temperatura e la nidificazione è al culmine. L’amministrazione comunale sembra ignorare tutto ciò».

Per manifestare pubblicamente il proprio dissenso e dare voce ai residenti di via Feltre, profondamente contrari all’azzeramento dei tigli, Italia Nostra ha convocato una conferenza stampa pubblica per domani, sabato 30 maggio alle ore 12:15 in Piazza Duomo. All’incontro parteciperanno i cittadini del quartiere per esprimere con fermezza la netta contrarietà al “taglio totale”.

Il nodo delle normative e il regolamento comunale

Il fronte ambientalista unito ricorda che l’operazione si scontra con precisi vincoli legali. La Direttiva Europea 2009/147/CE e la Legge nazionale 157/1992 (art. 21, comma 1) vietano esplicitamente potature e tagli di alberi da marzo a tutto settembre per tutelare la fauna selvatica.

Inoltre, lo stesso Comune di Belluno sembrerebbe violare le proprie regole: l’articolo 36 del Regolamento comunale per il benessere degli animali vieta tassativamente i tagli nel periodo riproduttivo degli uccelli, ad esclusione dei casi di assoluta e comprovata necessità; un’urgenza che, secondo le associazioni e i residenti, in questo caso specifico non ha alcuna ragione d’essere. L’auspicio delle associazioni è che il forte interesse e la sensibilità dimostrati dalla cittadinanza nei mesi scorsi spingano Palazzo Rosso a una repentina riprogrammazione dei lavori nei mesi autunnali.

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