HomeCronaca/PoliticaTop Secret via Feltre: quando il rendering diventa un segreto di Stato

Top Secret via Feltre: quando il rendering diventa un segreto di Stato

Belluno, 29/05/2026 – Dopo tante polemiche su via Feltre avremmo voluto tranquillizzare i nostri lettori con un’apertura della pagina a tutto campo con il rendering che raffigura come sarà la nuova via dopo il rifacimento, con didascalia: “Guardate l’armonia, la bellezza, la funzionalità di quella che diventerà la porta principale di Belluno”.

Ma ahimè non possiamo farlo perché nel sito del Comune compare una diffida da far invidia alla CIA, che vieta l’uso editoriale delle immagini del progetto. Perché la trasparenza pubblica è bella, ma solo se nessuno la guarda.

Orbene, c’era una volta il concetto di albo pretorio, quel luogo mistico, un tempo di carta e oggi digitale, dove la pubblica amministrazione esponeva i propri atti affinché i cittadini potessero vederli, capirli e, orrore degli orrori, persino commentarli. A Belluno, però, è stato deciso di fare un salto quantico nel futuro della democrazia algoritmica e riservata.

Il nuovo progetto di rifacimento di via Feltre – quello che per intenderci prevede la cura dimagrante a base di motoseghe per un’ottantina di tigli – è online. Ma attenzione: guardare ma non toccare. E soprattutto, non stampare. Sì, perché sul sito istituzionale del Comune è inciso un avviso di tutela del diritto d’autore che è un esperimento surreale di letteratura difensiva, posto a scudo di qualsivoglia utilizzo:

“È fatto divieto a chiunque di scaricare, copiare, riprodurre, distribuire o utilizzare le immagini, i render e i dati tecnici per finalità professionali, commerciali o editoriali”.

Avete letto bene: finalità editoriali.

Significa che se un giornalista volesse fare quella bizzarra attività novecentesca chiamata “diritto di cronaca”, mostrando ai cittadini come diventerà via Feltre secondo i piani approvati, rischierebbe di vedersi recapitare uno sciame di droni a protezione del copyright. Il rendering del futuro viale è un’opera d’arte. Un pezzo unico. Un segreto industriale da custodire gelosamente tra le mura di Palazzo Rosso.

Il “reato” di dibattito pubblico

La parte più deliziosa della diffida è però quella che vieta l’uso del materiale in “contesti pubblici di dibattito”. Qui tocchiamo vette di assoluto lirismo burocratico. Il dibattito pubblico, in una città capoluogo, viene ufficialmente trattato alla stregua del contrabbando di sigarette. Il timore della progettista e dell’amministrazione è quasi commovente nella sua ingenuità: si temono le “interpretazioni arbitrarie” e le “deduzioni errate”.

A questo punto, attendiamo i prossimi passi del Comune.

Lunedì 1° giugno scadrà il conto alla rovescia per il taglio degli alberi: suggeriamo di coprire l’intera via con dei giganteschi teloni neri durante i lavori, con sopra stampato il divieto di scattare fotografie per scopi editoriali. Non vorremo che qualche fotoreporter produca “interpretazioni arbitrarie” di un tronco abbattuto. Un albero tagliato, dopotutto, potrebbe essere semplicemente un albero che ha deciso di sdraiarsi per riposare. E la stampa cattiva non vede l’ora di distorcere la realtà.

Roberto De Nart

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