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Torna operativa la legge regionale 18/1994. Il fondo di rotazione ha una disponibilità di 21 milioni di euro

Serenella Bogana

Bogana: «Nuove applicazioni possibili, soprattutto nel settore del turismo e della ricettività»

Torna la legge regionale 18/1994 e apre al turismo. Il rinnovato fondo di rotazione infatti consente di ampliare il perimetro di azione, arrivando a coprire anche nuove categorie di imprese, nel settore della ristorazione e della ricettività.

«Si tratta di una novità importante, in un campo strategico come quello del turismo» commenta la consigliera provinciale Serenella Bogana, delegata alle attività produttive. «Il nostro territorio è chiamato a ospitare e curare alcuni grandi eventi di portata mondiale da qui ai prossimi anni. Poter contare su risorse importanti come quelle del fondo di rotazione garantirà ossigeno ed energie fondamentali alle aziende, soprattutto alle piccole medie imprese che costruiscono la base del sistema di ospitalità».

FONDO DI ROTAZIONE

La legge regionale 18/1994 per le aree interne finanzia le piccole medie imprese. Lo fa attraverso un fondo di rotazione gestito dalla Provincia attraverso Veneto Sviluppo. La dotazione è di poco meno di 21 milioni di euro, risorse che servono a finanziare nuovi investimenti e interventi di supporto finanziario.

LE PRINCIPALI NOVITÀ

Le novità della legge 18 sono state analizzate giovedì scorso, dal comitato tecnico riunitosi a Palazzo Piloni che ha approvato anche le linee guida operative per l’applicazione delle nuove disposizioni.

È prevista l’estensione alla categoria dei professionisti, oltre che alle pmi. E particolare rilievo hanno le imprese ricettive e di ristorazione che erano rimaste escluse dal fondo di rotazione “Anticrisi attività produttive” (legge regionale 885 del 30 giugno 2021).

«Il contributo non sarà più destinato solamente alle start-up, come era nelle prime applicazioni della legge, ma a tutte le aziende» sottolinea la consigliera Bogana. «Con queste estensioni del perimetro, le risorse a disposizione potranno portare benefici diffusi al territorio e garantire quello sviluppo di cui hanno bisogno le comunità del Bellunese».

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