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sabato, Luglio 20, 2024
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Slow Food Belluno incontra i candidati sindaco

In occasione della giornata mondiale della biodiversità, Slow Food Belluno ha incontrato i tre candidati alla carica di sindaco del capoluogo presso il gazebo informativo che l’associazione ha allestito in Piazza dei Martiri.

Lo scopo sotteso – ha scherzosamente dichiarato il locale fiduciario Lorenzo Savoini – non era tanto quello di “scucire” facili promesse elettorali, bensì conoscere meglio coloro i quali si sono candidati ad amministrare Belluno, ponendo sul tavolo alcuni temi coerenti con i valori del “buono, pulito e giusto, per tutti” dell’associazione fondata da Carlo Petrini e proponendosi quali interlocutori competenti e disponibili alla futura amministrazione su tali tematiche nell’ottica del comune bene.

L’incontro si è svolto con tutti in un clima cordiale e costruttivo, che induce ad un certo ottimismo per il futuro agroalimentare del Comune che, quale capoluogo della Provincia, ha anche la responsabilità di costituire un riferimento per tutto il comprensorio.

Il tema principale è stato quello della futura politica alimentare, con particolare riferimento ad educazione, sviluppo e consumo.

Per Oscar De Pellegrin: “Il Comune deve puntare su una specifica politica alimentare. E lo deve fare partendo dalle nuove generazioni”, con gli strumenti che sono loro propri. “È necessario un percorso improntato sull’educazione: vale per i giovani, ma anche per gli adulti, ai quali vanno date le informazioni e gli stimoli in grado di avvicinarli al buon cibo.”

Per Giuseppe Vignato: “Adottare uno stile di vita sostenibile è importante sin da bambini… Agricoltura e allevamento sono le basi per il sostentamento dell’uomo e l’ambiente e il rispetto per la natura si imparano partendo da ciò che si mangia: un equilibrio alimentare che “sfrutti” i prodotti della nostra terra che abbiamo la fortuna di avere a disposizione.” Incentivare l’educazione alimentare ed alla biodiversità nelle scuole e per gli adulti, gli strumenti chiave, oltre a “favorire i produttori agricoli locali e caldeggiare l’uso dei loro prodotti sulla tavola.”

Secondo Lucia Olivotto: “Bisogna lavorare con convinzione su una nuova cultura ed educazione alimentare: no allo spreco alimentare, sì all’alimentazione sana. Per questo, intendiamo partire fin dai bambini, promuovendo all’interno delle mense scolastiche prodotti locali, cominciando da quelli a km zero prodotti dalle tante eccellenze agricole che popolano il territorio comunale.”

Circa lo sviluppo agricolo locale e le politiche specificatamente connesse: “L’agricoltura di montagna è “manutenzione del territorio” e per questo va sostenuta dalla comunità regionale e nazionale, siamo convinti però che anche il Comune possa e debba fare la sua parte” – sostiene Giuseppe Vignato – “Le aree metropolitane devono riconoscere alla montagna la dovuta specificità anche perché esse godono in primis di nostre risorse naturali, ambientali, idriche.” Le risorse così ottenute andrebbero indirizzate nell’innovazione aziendale e nella valorizzazione dei prodotti locali, presidi imprescindibili contro l’abbandono della montagna e per la difesa della sostenibilità.

Lucia Olivotto sottolinea: “Un punto fermo nella nostra visione ambientale della città è poi quello della limitazione dell’uso dei fitofarmaci, con un controllo più stretto sul loro uso, per la promozione del biodistretto bellunese.”

Per Oscar De Pellegrin: “Prima di tutto c’è bisogno di dialogo, di ritrovare un contatto diretto tra le istituzioni e chi opera nelle attività agricole e nell’agroalimentare… Gli agricoltori, infatti, sono il primo presidio per tenere pulito e in ordine l’ambiente montano e per renderlo attrattivo. In questo senso, andrebbero recuperate le zone rurali e abbandonate, anche nell’ottica di aiutare le aziende a far emergere i loro prodotti”

Venendo a quelli che sono i piccoli produttori, i primi attori di questa trasformazione agroecologica, spesso di dimensione familiare e non legati ad associazioni di categoria e con forti incognite circa una collocazione del prodotto continua ed ad un prezzo equo, Lucia Olivotto ha tenuto a precisare: “Quello dell’agricoltura, in particolar modo quella sostenibile, è un settore che sta attirando soprattutto nuova imprenditoria giovanile che va sostenuta sia con l’utilizzo dei loro prodotti nelle mense scolastiche che con la loro promozione al mercato coperto che dovrà trovare spazio all’interno dell’ex Chiesa dei Gesuiti.”

Oscar De Pellegrin ha aperto al confronto: “la nostra “sede elettorale”, l'”Ascolteria”, rappresenta il luogo ideale di incontro e confronto. Siamo consapevoli che un territorio e una comunità possono crescere solo con il confronto, il reciproco scambio di idee, opinioni e competenze. Di conseguenza, le porte saranno sempre aperte anche, e soprattutto, per quei piccoli produttori che hanno tanto da dare e da insegnare, essendo custodi di un sapere in grado di orientare un sano stile di vita”.

Per Giuseppe Vignato: “Non si può prescindere da un tavolo di concertazione con gli agricoltori locali. Per proporre politiche mirate vanno ascoltati i produttori e chi opera. Non solo spazi dedicati al mercato o in occasione di fiere e sagre locali, ma anche declinazione in ottica turistica: proporre iniziative di formazione degli operatori turistici e di promozione del turismo enogastronomico, anche attraverso la creazione di percorsi tematici e lo sviluppo e la promozione di certificazioni di qualità dei prodotti locali. Da sostenere e amplificare il messaggio del presidio delle eccellenze della zona, dal fagiolo Gialet all’agnello dell’Alpago, per fare degli esempi: la certificazione e la promozione vanno a tutela dei nostri coltivatori e delle loro colture di qualità da difendere attentamente.”

In tema di periferia e frazioni, evidenziato da Slow Food il pesante accentramento dei servizi sull’asse di Via Vittorio Veneto, l’importanza dei piccoli esercizi quali presidi sociali e territoriali e gli evidenti ostacoli che incontra tuttora chi vuole fruire di forme di trasporto sostenibili, quali il trasporto pubblico e la bicicletta, Oscar De Pellegrin ha dichiarato: “Abbiamo toccato con mano, anche di recente, quanto siano importanti le cosiddette piccole attività, che durante il lockdown e i periodi più pesanti della pandemia hanno garantito un servizio puntuale, preciso e di assoluta qualità. Farò tutto ciò che è nelle mie possibilità in primis per agevolare le realtà esistenti, ma anche per incentivare nuove aperture nelle frazioni: la lotta allo spopolamento passa per gli aspetti positivi del vivere in piccole comunità. E fra questi aspetti spiccano proprio i servizi a misura di cittadino, qualitativi e autentici. Ecco perché non si può prescindere dalla “sburocratizzazione” di un sistema che spesso non agevola, anzi, tarpa le ali a chi vorrebbe impegnarsi in questa direzione. La rete del trasporto pubblico locale va ripensata per rispondere alle esigenze attuali e aprire nuove prospettive. In particolare, devono essere potenziati i collegamenti tra il centro e le frazioni e quelli tra le frazioni stesse, strutturando meglio il servizio.” De Pellegrin individua nell’istituto dei consigli di quartiere e dei capifrazione l’interfaccia ideale per progetti, strumenti e risorse volte alla soluzione di questi ed altri problemi.

Per Vignato: “quartieri e frazioni (inariditi dai centri commerciali a discapito delle botteghe) sono un grande patrimonio urbano né da abbandonare né da trascurare, anzi sono risorse fondamentali e presidi del territorio che devono diventare i nodi, adeguatamente collegati, di un sistema a rete cittadino. Per questo puntiamo a sostenere forme di sussidiarietà orizzontale, con le periferie che tornino ad essere il centro pulsante della collettività. Il mantenimento di aliquota massima per attività di supermercati e ipermercati punta proprio a favorire il ritorno dei piccoli esercizi.” Per quanto concerne la mobilità: “I fondi del PNRR finanzieranno infrastrutture ciclabili urbane ed extraurbane, interventi per l’intermodalità bici-TPL, la riqualificazione di spazi pubblici in spazi pedonali, ciclabili e verde urbano a beneficio dell’uso pubblico, gli autobus elettrici al 27,6% del totale come obiettivo da realizzare entro il 2026. Dobbiamo essere pronti a cogliere questa opportunità: a Belluno il TPL va potenziato con trasporti rapidi di massa quali i bus elettrici, le linee ferroviarie da trasformare in metropolitana di superficie, per un pendolarismo efficace e confortevole che incentivi un turismo sostenibile. Siamo pronti a lavorare per attuare un progetto di Green Mobility basato sull’integrazione delle infrastrutture stradali con, appunto, una metropolitana ferroviaria di superficie BL-PD-VE, attivando dei parcheggi come scambiatori intermodali tra automezzi privati, treno, TPL e bicicletta, per decongestionare il traffico, facilitare gli spostamenti e ridurre l’inquinamento.”

Per Lucia Olivotto, infine: “La nostra visione della città poi non è quella dei grandi supermercati e centri commerciali, ma dei negozi di vicinato soprattutto nelle frazioni, sviluppando anche azioni di partenariato a sostegno e in collaborazione con le realtà – anche quelle più piccole – del territorio, dove possibile anche intervenendo sulla leva fiscale.”

Il cordiale incontro si è concluso con l’invito ai candidati da parte di Slow Food ad “alzare ulteriormente l’asticella”. Oltre i temi attualissimi della sostenibilità e della biodiversità, da trent’anni cavallo di battaglia dell’associazione fondata da Petrini, oggi al centro della proposta della chiocciola c’è infatti il tema della rigenerazione. Sarà questo il soggetto attorno al quale si articolerà la prossima edizione di Terra Madre – Salone del Gusto, che tornerà in presenza a Torino dal 22 al 26 settembre – non a caso negli spazi rigenerati del Parco Dora.

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