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martedì, Ottobre 20, 2020
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Resto a casa…e ci sentiamo. Più di 1000 chiamate in 3 settimane. Pellegrini: “Dati significativi per numero e contenuto”

Lucia Pellegrini

Ha sfondato quota mille chiamate il servizio di sportello telefonico di ascolto sociale “Resto a casa…e ci sentiamo”, istituito dal Comune di Belluno fin dai primi giorni di lockdown: questo il dato principale che esce dal primo report di attività del servizio, che prende in considerazione il lavoro svolto dal 13 marzo al 3 aprile.
Il servizio è attivo dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 tutti i giorni al numero 0437/913404, e svolge sia la funzione di smistamento delle chiamate ai vari servizi attivati per l’emergenza (SIRP, Ser.S.A., Protezione civile, etc.), sia di vero e proprio sportello sociale.

«Sono dati significativi, sia per il numero che per il contenuto: molti cittadini hanno infatti voluto condividere le loro difficoltà in un momento tragico sul piano sanitario, ma che ha pesanti ripercussioni anche sulla vita sociale ed economica di tutti i giorni. – commenta l’assessore alle politiche sociali, Lucia Pellegrini – Ricevere risposte e conforto anche su piccole questioni è un modo per esorcizzare le paure legate alla situazione attuale; trovare operatori disponibili all’ascolto, competenti ed empatici ha contribuito a far sentire meno sole le persone. La risposta dei bellunesi a questo servizio ci spinge a continuare su questa strada, con sempre maggior impegno».
«Per gestire in modo efficace un’emergenza, occorre far coesistere tre esigenze: – aggiunge il sindaco Jacopo Massaro – quella di diffondere in modo rapido e capillare le informazioni; quella di garantire ai cittadini un canale di comunicazione coi soccorsi; infine, quella di sentire che il Comune non ti lascia solo, ma ti sta accanto, ascoltando e prendendosi cura di te. Questo esperimento è ben riuscito, grazie anche alla dedizione e alla professionalità degli operatori, e rappresenta un’esperienza virtuosa per noi preziosa».

I contatti
Sono state 1044 le telefonate ricevute dallo sportello in questo periodo, spesso contattato anche da fuori comune: le chiamate sono infatti arrivate in gran parte da Belluno città, ma non sono mancate richieste dai vicini comuni di Limana e di Alpago, e anche da Pieve di Cadore.
I picchi, quasi 100 chiamate al giorno, si sono verificati nel primo giorno di apertura del servizio e in occasione dell’introduzione dei nuovi DPCM e ordinanze nazionali e regionali.

Le domande
Mobilità e spostamenti: questi gli argomenti più “gettonati” durante le telefonate (304, il 29% circa). Si è variato dalla possibilità di effettuare passeggiate all’accompagnamento di disabili o di persone affette da demenza, fino ai viaggi in auto con i bambini, gli spostamenti di genitori separati e la gestione delle uscite delle badanti.
C’è stata grande preoccupazione per l’assistenza alle persone anziane, ma anche molti dubbi dei nonni chiamati a badare ai nipotini mentre i figli sono al lavoro.
Altri temi di interesse sono stati l’uso, la disponibilità e la consegna
delle mascherine (191 chiamate, il 18% del totale), e la disponibilità di esercizi commerciali e farmacie per la spesa a domicilio (187, sempre il 18%).

La comunità
Lo sportello “Resto a casa…e ci sentiamo” ha anche raccolto le proposte della comunità a sostegno dei cittadini.
29 gli esercizi commerciali (supermercati, negozi, ristoranti,…) e 10 le farmacie che si sono resi disponibili a consegnare prodotti a domicilio; 145 le persone che hanno goduto di questo servizio, grazie alla collaborazione della Protezione Civile e della Croce Rossa.
41, invece, le richieste arrivate dallo sportello “Resto a casa…e ci segniamo”, dedicato alle persone sorde e realizzato con l’aiuto della cooperativa Blhyster e dell’Ente Nazionale Sordi di Belluno.
Il coordinamento ” Rete immigrazione” ha collaborato nella traduzione
in 12 lingue dei DCMP e delle disposizioni regionali, e ha svolto una funzione di raccordo, di orientamento e di supporto allo sportello con la disponibilità di mediatori culturali e linguistici.
Infine, è stato attivato un servizio a sostegno delle persone in isolamento sociale, perché trovate positive o perché entrate in contatto con persone positive, con l’obbiettivo di raccogliere eventuali necessità e far sentire la vicinanza dell’amministrazione; 104 i cittadini contattati direttamente, 66 i nuclei familiari coinvolti; 20 le richieste inoltrate al Centro Operativo Comunale di Protezione Civile per la fornitura di dispositivi di protezione individuali, farmaci e per la gestione dei rifiuti.

“Dietro” lo sportello
Il gruppo di lavoro che gestisce lo sportello di ascolto sociale è formato da educatori professionali e assistenti sociali del Comune di Belluno e – nelle giornate di sabato e domenica – dai volontari della Protezione Civile Comunale.
In queste prime tre settimane, educatori e assistenti sociali (due operatori per turno) hanno garantito 252 ore di servizio; nei week-end, invece, sono stati 12 volontari di Protezione Civile a coprire 75 ore di attività diretta dello sportello, solo una piccola parte rispetto alle 1351 ore e ai 197 volontari impegnati (nel solo periodo 13/3 – 03/04) nell’intera gestione dell’emergenza.
Il lavoro, oltre alla ricezione delle chiamate, prevede anche la ricerca delle informazioni aggiornate dai siti ufficiali e dallo Sportello dei cittadini, la sistemazione delle informazioni in ingresso (come l’elenco degli esercenti disponibili ad entrare nelle liste di disponibilità, persone disponibili al volontariato, offerte di donazioni, etc), stilare la priorità delle richieste da inoltrare alla Protezione civile e alle altre realtà di volontariato.

 

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