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Amministrative 2019. Liste civetta per eludere il quorum, disaffezione per la politica, aspettiamoci altri commissariamenti

Parlare in questa tornata elettorale solo di sfida al quorum è riduttivo. Su 32 comuni al voto, oltre ai 10 con un’unica lista, ce ne sono altri 5 con la seconda lista “civetta”, ossia fasulla. Quindi la metà dei Comuni chiamati alle urne è nella medesima situazione: crisi demografica, disaffezione per la politica, difficoltà nell’assumersi responsabilità amministrative. Ma gli altri non stanno certamente meglio.

Rapportando questi Comuni all’intera Provincia, si può affermare che:
1) tolti i due Comuni maggiori, Feltre e Belluno, le sigle politiche nazionali sono/saranno del tutto assenti. Incapacità quindi da parte loro di raccogliere lagnanze e proposte dei residenti.
2) considerando che attualmente in Provincia, dopo le aggregazioni e la perdita di Sappada, ci sono 62 Comuni, è evidente che la metà di essi, se non di più, si trova/troverà nella stessa deleteria situazione.
3) come già avvenuto in passato, sempre più numeroso sarà il numero delle Amministrazioni comunali rette da Commissari governativi dipendenti da decisione prefettizia.

Di conseguenza è chiaro che:
1) l’amministrazione nel primo anno non dipenderà dalla volontà popolare e non realizzerà programmi con prospettiva futura, ma semplicemente seguirà le partite correnti.
2) ammesso che nell’anno seguente si elegga una Giunta, sarà stato perso un anno nell’ottica del riscatto da una situazione sempre più deprimente. I tempi si dilateranno anziché accorciarsi. La malattia diverrà sempre più virulenta.

Nonostante l’evidenza, sembra che i cittadini si lascino andare all’accettazione dello status quo, con la prospettiva del continuo peggioramento dei parametri territoriali. La vicenda delle schede ospedaliere ne è una ulteriore dimostrazione.
In questo contesto demoralizzante chiedo ai media locali di assumersi decisamente la responsabilità di invocare il riscatto popolare e l’azione unitaria dei nostri rappresentanti politici per la salvaguardia del nostro futuro, già abbondantemente compromesso.
Tomaso Pettazzi

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