Continua a rimanere alta l’attenzione sul caso del cane Kaos, ammazzato ad Agordo, ormai una settimana fa.
L’Associazione Siamo Tutti Animali prosegue nella raccolta di testimonianze, racconti e denunce ai danni degli autori dell’animalicidio e di chi vi era coinvolto.
“Al nostro indirizzo maltrattamenti@siamotuttianimalibelluno.it sono giunte moltissime mail di persone che, spontaneamente, hanno voluto raccontare quanto hanno visto la sera del 19 aprile e nei mesi precedenti”. – fanno sapere dall’Associazione –
“Il quadro che si delinea è molto chiaro: abbiamo a che fare con persone che non rispettano la società, che deturpano gli spazi comuni, che usano la violenza verbale e fisica, che maltrattano i più deboli, a cominciare dai loro cani.
Quello che è accaduto è un tragico evento che si poteva e si doveva evitare. E come spesso accade, dobbiamo arrivare a contare almeno una vittima prima che gli organi competenti facciano qualcosa. La Prefettura ha deciso di muoversi solamente dopo che il povero Kaos ha pagato con la propria vita le gravi mancanze in tema di sicurezza e tutela degli organi cui compete tanto. Perché va detto, la situazione era nota alle Forze dell’Ordine, le persone coinvolte conosciute e la Procura indagava sui fatti da tempo. Purtroppo ancora una volta dobbiamo prendere atto che c’è poco coraggio e pochissime prese di posizione decise da parte di chi ha il dovere di assumersi certe responsabilità; la tendenza a giustificare e a capire, sempre e comunque porta ad un decadimento della moralità che risulta vergognoso. Anche le amministrazioni comunali, nella figura del Sindaci hanno le loro responsabilità.
Siamo Tutti Animali ha spesso chiesto che, nel rispetto della Legge Regionale 60/93, la popolazione venisse edotta tramite serate informative da tenersi in collaborazione con le ASL (parimenti responsabili);
“Ci siamo sempre offerti di fare da relatori gratuitamente per qualsivoglia tematica in tema di benessere e tutela animale, senza mai ricevere risposta – racconta Cristiano Fant dell’Associazione Siamo tutti animali – E a rimetterci sono sempre i deboli, gli indifesi. Noi che lavoriamo per la tutela e il benessere degli animali di ogni specie lo vediamo ogni giorno: chi ha il dovere e il potere di compiere azioni legali e legittime per mettere in sicurezza persone e animali non lo fa o attende la tragedia per muoversi. La provincia bellunese ne è un classico esempio con animali detenuti in pessime condizioni, puntualmente denunciati dai molti volontari con uno scarsissimo esito positivo. Meglio lasciare le cose così come sono perché cambiarle costa fatica. Questa incapacità di gestione delle situazioni è inaccettabile e ogni vittima ha un costo di cui gli stessi organi devono assumersi la responsabilità.
Quello che non accetteremo, è che Kaos diventi il capro espiatorio andando a giustificare un delitto efferato, compiuto a sangue freddo. La società civile non può accettare che la morte di un animale, vittima delle circostanze, colpevole solamente di avere reagito in modo naturale dinnanzi ad un evento innaturale, venga giustificata. Il cane non andava ucciso, doveva essere messo in sicurezza ma non doveva essere ammazzato. Ma c’è di più. Il cane non doveva essere li, con quelle persone, in quella situazione. Gli estremi per allontanarlo c’erano e si potevano applicare. Ma bisognava volerlo. Chi ha compiuto quel gesto ha avuto il coraggio e la vigliacca freddezza di mettere una catena al suo collo e stringerla per lunghi minuti, soffocandolo, fino a provocarne la morte. Questo si desume dai video che lasciano in merito pochi dubbi. Un fatto come questo non può rimanere impunito né può passare per eroe chi l’ha compiuto, tutt’altro.
Siamo Tutti Animali si schiera con il popolo agordino, arrabbiato e stanco delle prepotenze di quelle persone. La comunità ha reagito e continuerà a farlo. Siamo solo all’inizio di quella che sarà una presa di posizione decisa della gente perbene contro chi non rispetta le regole e chi non è in grado di farle rispettare. Una posizione condivisa dalla maggior parte della popolazione della provincia perché il problema relativo a persone “poco desiderate” non è solo agordino ma copre l’intero territorio e quanto fatto sinora dagli organi competenti si è dimostrano sterile. Ci aspettiamo una maggiore capacità di reazione, pretendiamo che vengano assunte posizioni che permettano alla brava gente di vivere una vita tranquilla come è giusto che sia.
A breve Siamo Tutti Animali, presenterà un esposto in Procura con la speranza che giustizia venga fatta; nel frattempo continueremo a farci sentire perché non tolleriamo che un essere innocente debba morire nelle nostre strade, ucciso a sangue freddo e con inaudita ferocia da persone che nelle nostre strade non dovrebbero nemmeno essere presenti.
