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Trasferimento a Venezia in 24 ore di tre dipendenti provinciali in violazione agli accordi. La presidente Larese Filon scrive a Zaia

Daniela Larese Filon
Daniela Larese Filon

Trasferimento a Venezia con effetto immediato. Il provvedimento inviato a tre dipendenti della Provincia di Belluno dalla Regione Veneto, ha il sapore per lo più punitivo, posto che le procedure di mobilità all’interno della pubblica amministrazione sono regolate da accordi che in questo caso pare non siano stati osservati.

Così la presidente della Provincia di Belluno, Daniela Larese Filon, ha deciso di scrivere direttamente al presidente della Regione Veneto Luca Zaia per avere dei chiarimenti.

 

Ecco il testo della lettera.

Preg.mo Presidente,
leggo la nota del Direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio del 30.9.2016 indirizzata ai dipendenti provinciali, ora regionali e distaccati presso questa Provincia, Dimitri D’Incà, Katia Biasuzzi e Mario Gaio con cui viene comunicata l’avvenuta assegnazione agli stessi di 2 incarichi di posizione organizzative e 1 incarico di alta professionalità presso Direzioni che fanno parte dell’Area da lui diretta.
Con stupore noto che, con la medesima nota, si chiede ai predetti di prendere servizio dal 1° ottobre 2016 presso le strutture regionali di assegnazione per l’immissione nelle funzioni.
L’art.6 dello schema di Accordo quadro tra la Regione, le Province e la Città Metropolitana sottoscritto lo scorso 26 settembre in sede di Conferenza Permanente Regione – Autonomie Locali e di Osservatorio Regionale per l’attuazione della Legge 56/2014, prevede che “Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del suddetto Accordo, al fine di garantire nella fase transitoria un ottimale esercizio delle funzioni, la Regione, di concerto con l’Ente di area vasta interessato, si riserva di attuare forme di mobilità verso i propri uffici del personale regionale distaccato nelle sedi provinciali, da individuarsi in ragione delle competenze acquisite e delle professionalità possedute”.
L’impegno assunto dalle parti che hanno sottoscritto l’Accordo è quello di garantire l’ottimale esercizio delle funzioni delegate dalla L.R. n.19/2015 e di definire, in concerto tra la Regione delegante e le Province delegate, il fabbisogno del personale di tali funzioni. La Regione si è in particolare obbligata a non assumere in via unilaterale decisioni sulla mobilità del personale regionalizzato in servizio presso questa Provincia.
La nota del Direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio rappresenta una indubbia violazione degli obblighi assunti con il precitato Accordo.
Chiedo pertanto, senza alcun pregiudizio per le legittime aspettative dei dipendenti interessati di assumere i nuovi incarichi, che il trasferimento di tali dipendenti presso gli uffici regionali sia preceduto da specifica intesa volta a tutelare l’ottimale esercizio di funzioni, quali nel caso specifico la Difesa del suolo, alle quali i medesimi sono preposti presso questa Provincia.
Con rammarico chiudo la presente nota evidenziando come sia stata disattesa, anche nella vicenda in questione, l’esigenza fondamentale della leale collaborazione tra i diversi livelli di governo sacrificando in modo del tutto ingiustificato il servizio Difesa del suolo che viene privato di figure tecniche non sostituibili all’interno dell’organizzazione dell’Ente.
Distinti saluti.

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