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Laicità. Silvia Benedetti: “Chi glielo spiega a Donazzan che non siamo nel Medioevo. E che il Veneto non è una fortezza oscurantista?”

Silvia Benedetti“Chi glielo spiega a Elena Donazzan che non siamo nel Medioevo e che il Veneto non è una piccola fortezza oscurantista ma fa parte dell’universo mondo? E’ inaccettabile che l’assessora alla scuola e alla formazione  della nostra Regione lanci il suo nuovo affondo contro l’educazione sessuale nelle scuole pubbliche rigettando al mittente perfino le linee guida dell’OMS indirizzate agli Stati dell’UE riguardo questa materia.

Su questa vicenda presenterò una interrogazione parlamentare: inaccettabile è la pretesa di imporre alle istituzioni pubbliche locali, a colpi di delibere della maggioranza,  indirizzi opposti a quelli adottati in ogni altro territorio. Il Veneto non è una cittadella!”. Queste le dure parole della deputata Silvia Benedetti (M5S) riguardo l’indicazione di Donazzan rivolta ai dirigenti scolastici veneti a boicottare le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  sull’informazione sessuale per gli studenti. “Siamo nel pieno di una crociata fondamentalista portata avanti dagli amministratori di maggioranza, che va contrastata con forza visto che, fino a prova contraria, viviamo in uno Stato laico. Vorrei ricordare che il documento dell’OMS, che tutti i Paesi stanno via via adottando come modello standard a cui attenersi, ha come obiettivo quello di sradicare stereotipi e contrastare fenomeni che purtroppo colpiscono anche il  Veneto, come la violenza sulle donne, l’omofobia e il bullismo, per non parlare delle gravidanze indesiderate tra le adolescenti e delle malattie a trasmissione sessuale. La scuola ha il dovere di intervenire in questo campo con figure professionali specifiche”. Prosegue Benedetti: “Il centro destra, che tratta questo documento come fosse un manuale per la corruzione dei minori, non accetta che si forniscano informazioni imparziali e scientificamente corrette ai nostri studenti sugli aspetti della sessualità; non accetta che si lavori per costruire una società più equa e rispettosa, preoccupato come è, in nome di una morale univoca, a sventolare spauracchi che alimentano solo confusione e disinformazione”

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