Dalla memoria di Mukhtar Dowh alla difesa dei beni comuni, una pedalata pacifica attraversa la città per chiedere spazi sociali e sicurezza stradale.
Belluno, 1° maggio 2026 – Un fiume colorato di biciclette ha invaso oggi le strade di Belluno, trasformando la tradizionale Festa dei Lavoratori in un potente atto di partecipazione civica e memoria collettiva. Oltre duecento persone hanno risposto alla chiamata della Casa dei Beni Comuni, FIAB Belluno e Scuola Penny Wirton, dando vita alla prima “Critical Mass” nella storia della città.
Il raduno, iniziato alle 15:30 in piazza dei Martiri sotto lo sguardo attento dei passanti, ha visto confluire cittadini di ogni età: famiglie con bambini, studenti, lavoratori e appassionati delle due ruote, tutti uniti dal desiderio di rivendicare una “città a misura d’uomo”.

Il momento più toccante della manifestazione si è consumato nel pomeriggio in Piazza San Lucano dinanzi alla targa in memoria di Mukhtar Dowh. Qui, il lungo serpentone di ciclisti si è fermato per rendere omaggio al giovane lavoratore di origine sudanese tragicamente scomparso un paio di settimane fa dopo una caduta dalla bicicletta mentre tornava a casa dal turno di lavoro. Un silenzio carico di commozione ha avvolto la piazza, dove sono stati deposti fiori in memoria di una vita spezzata in una discesa buia, simbolo della vulnerabilità di chi vive la strada ogni giorno per necessità.
“Siamo qui per dare parola a chi non può più farlo e per ricordare che la strada deve essere un luogo sicuro per tutti, non un pericolo per chi lavora”, hanno dichiarato i promotori durante il tributo.
L’evento non è stato solo una commemorazione, ma una vera e propria mappatura urbana dei bisogni sociali. Toccando tappe simboliche come la Biblioteca, la Stazione e l’area dell’ex Agip di Baldenich, i manifestanti hanno acceso i riflettori sulla gestione degli spazi pubblici. “Dove sono i nostri luoghi di aggregazione?” è stato il quesito che ha accompagnato il percorso, denunciando la progressiva trasformazione di aree collettive in spazi commerciali.
La pedalata si è conclusa intorno alle 18:30 presso la sede della Casa dei Beni Comuni in Via Vecellio. L’entusiasmo dei partecipanti e l’ampia adesione segnano un punto di svolta per l’attivismo bellunese, dimostrando che il tema della mobilità sostenibile è strettamente legato a quello della giustizia sociale e del diritto alla città.
I numeri del successo:
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200+ partecipanti tra ciclisti e pedoni.
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5 tappe simboliche per i beni comuni.
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1 obiettivo: una Belluno più inclusiva e sicura.
