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Salvaguardia del piccolo commercio in Veneto: interrogazione degli onorevoli D’Incà e Guidi

 

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Con una interrogazione scritta al Ministro dello Sviluppo Economico, On. Federica Guidi, Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle pone l’attenzione sulla tutela delle attività commerciali di vicinato.

“Risulta infatti necessario porre un freno alle possibili nuove realizzazioni di strutture di vendita di medie e grandi dimensioni, anche all’interno dei centri urbani” spiega D’Incà “in quanto hanno un forte impatto sulla viabilità, i parcheggi e sull’inquinamento delle città”. La tutela della piccola distribuzione a livello locale, dato anche il momento di forte crisi economica, è infatti fondamentale per  la salvaguardia del tessuto socio economico già esistente.

Tra gli obiettivi del decreto legislativo n. 14 del 1998 c´è il pluralismo e l´equilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive e le diverse forme di vendita, oltre alla valorizzazione e la salvaguardia del servizio commerciale nelle aree urbane, rurali, montane, insulari.
Tuttavia in Veneto si rileva che sono stati riconosciuti benefici (riduzione del 50% degli oneri di urbanizzazione) per l’apertura, nei centri storici, di strutture di vendita con superfici superiori a 1500 mq (di fatto destinate alla grande distribuzione). “Anche gli strumenti di recupero e programmazione urbanistica spesso destano perplessità” continua il deputato “sembrano privilegiare l’apertura di grossi centri di grande distribuzione in contrasto con l’obiettivo, previsto dal decreto legislativo, di perseguire il pluralismo e l’equilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive”.

Sempre in Veneto i piani integrati di recupero urbano, attualmente non ancora realizzati, hanno previsto la trasformazione di aree agricole, anche assai consistenti, in aree edificabili e con possibile destinazione commerciale “suscitando preoccupazioni tra i cittadini per il rischio di operazioni speculative”. Anche le politiche di liberalizzazione delle aperture commerciali nei giorni festivi nate con l’intento di creare nuovi posti di lavoro, di fatto si sono rivelate fallimentari mettendo in ulteriore crisi la piccola distribuzione e senza peraltro aumentare l’occupazione nella media e grande distribuzione.

Infine un dato su tutti che illustra bene la situazione in Veneto: il piano del commercio approvato dalla regione nel 2004 ha portato ad una presenza della grande distribuzione così ampia (230 mq ogni 1000 abitanti) da produrre effetti di saturazione e distruzione del piccolo commercio, “infatti l’Unione europea ha fissato in 150 metri quadri ogni 1000 abitanti la soglia di criticità. Tutte queste premesse motivano la necessità di porre un freno e di impegnarsi ad attuare tutti i mezzi necessari per sostenere e favorire il piccolo commercio già esistente e quello che verrà” conclude D’Incà.

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