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Approvazione statuto. Reolon: “Una forte spinta al cambiamento della Regione”

Sergio Reolon

“Non nascondo la mia emozione: dopo dieci anni di lavoro provo una grande soddisfazione nell’aver contribuito a far nascere questo statuto, che darà sicuramente una spinta forte al cambiamento della nostra Regione”. Il commento è del vice presidente della commissione Statuto e relatore di minoranza in aula, Sergio Reolon. L’esponente democratico nel suo intervento ha sottolineato come “il testo approvato innova in particolare quattro aspetti: i principi, il sistema veneto, gli organi istituzionali, l’ambito della trasparenza e dei controlli. Nello statuto vengono messe in primo piano le tematiche della tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, i diritti alla persona e quelli di cittadinanza, il tema della parità di genere, fino a toccare la questione dell’immigrazione in relazione ai diritti delle future generazioni”. Reolon quindi evidenzia “pur nell’assenza di un disegno di riforma organico della Repubblica, il trasferimento al sistema delle autonomie di tutte le funzioni amministrative ed il riconoscimento della realtà metropolitana e di un nuovo status della Provincia di Belluno e della montagna veneta che non dovrà in alcun modo essere messo in discussione da scelte nazionali. La mia soddisfazione a tal proposito non può che essere grande, dopo tanti anni di battaglie e di attesa”. “Gli organi della Regione e le relazione fra gli stessi – prosegue il consigliere del PD – sono ripensati alla luce delle novità introdotte con l’elezione diretta del presidente, che aveva provocato uno sbilanciamento dei poteri a favore dell’esecutivo , a detrimento del ruolo e della funzione del Consiglio, con una riduzione della funzione dei partiti ed un più marcato profilo degli eletti. Resta il fatto che avremmo potuto e dovuto osare di più. Avremmo potuto definire un quadro più netto delle competenze degli Enti Locali, un sistema più forte e agile nel coinvolgimento dei corpi intermedi della società veneta”. Positivo, “anche se migliorabili”, il giudizio sui meccanismi di controllo e di trasparenza amministrativa introdotti con lo Statuto. Infine Reolon ha richiamato l’aula a “non limitarsi a fare bene la nostra parte: bisogna anche essere partecipi, dare un contributo che vada oltre i ristretti confini regionali: per la ricostruzione ed il cambiamento del nostro Paese e dell’Europa”.

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