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Vendita beni in Cansiglio. I consiglieri regionali Marotta e Pipitone (Idv) presentano un’interregoazione per far chiarezza sulla questione

«La scelta della vendita in blocco sembra dettata da pure esigenze di cassa. Nonostante i lavori da fare, si prospettano infatti grossi rendimenti. Il campo da golf sta in uno scenario unico e, valorizzando gli altri beni, attirerà sempre più turisti e golfisti, clientela privilegiata e appetita». Così Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, sintetizza l’interrogazione, firmata anche dal suo collega di partito Antonino Pipitone, depositata oggi sul progetto di vendita del complesso di Pian del Cansiglio, una ventina di ettari racchiusi dalla foresta composti dal campo da golf, dall’albergo San Marco, dal rifugio Sant’Osvaldo e dall’ex caserma Bianchin.
«Gli enti locali – dice Marotta, ricordando le preoccupazioni dei sindaci di Farra d’Alpago e di Tambre e dei rappresentanti dei Cimbri – devono essere gli attori principali di queste operazioni. Sono troppo invasive per il territorio per essere gestite con metodo centralistico».
«E’ poi necessario – prosegue il dipietrista – prima di pensare a vendere per far cassa, varare un piano di sviluppo del territorio. Solo poi si potrà identificare cosa dismettere e come farlo, con interventi mirati e non in blocco».
Nell’interrogazione Marotta e Pipitone, dopo aver chiesto se è confermata la scelta di vendere in blocco il complesso di Pian del Cansiglio, chiedono alla Giunta Zaia quali alternative siano state valutate, quali saranno i criteri della vendita e quali, soprattutto, i benefici per la collettività veneta e delle province di Treviso e Belluno in particolare.

Ecco il testo integrale dell’interrogazione:

 

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.
LA REGIONE FACCIA CHIAREZZA SULLA VENDITA DEI BENI DEL CANSIGLIO

presentata il 19 ottobre 2011 dai Consiglieri Marotta, Pipitone.

Premesso che:

 il Cansiglio è un altopiano delle Prealpi Carniche, posto a cavallo delle province di Treviso, Belluno e Pordenone, dalla caratteristica forma a catino;

 secondo dichiarazioni rese alla stampa dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia nei mesi scorsi (da ultimo il 24 settembre 2011), sarebbe in vendita il complesso di Pian del Cansiglio, formato da un campo da golf, dall’albergo San Marco (chiuso da una ventina d’anni, che necessita di interventi di ristrutturazione e adeguamento alle norme europee di sicurezza), dal rifugio Sant’Osvaldo e dall’area della ex caserma Bianchin. In tutto circa una ventina di ettari, racchiusi dalla foresta e venduti in blocco. Non si tratta infatti di demanio, ma di patrimonio indisponibile, vendibile secondo condizioni previste da leggi nazionali;

 questi beni, insieme ad un’altra ventina, saranno aggiunti al Primo Piano di alienazioni varato dalla Giunta veneta. Secondo il presidente Zaia si tratta di patrimoni non funzionali ai compiti ed alle finalità della Regione, nonché di scarso rendimento economico;

 l’area degli impianti in questione è di proprietà regionale e, per quanto riguarda il campo da golf (tuttora in funzione), gestita sulla base di una concessione.

Premesso altresì che:

 sempre secondo la stampa locale, ci sono stati i primi interessamenti alla vendita. Una cordata di investitori arabi avrebbe manifestato la volontà di acquisire l’intera area, con il disappunto del presidente Zaia e dell’assessore all’agricoltura e ai parchi Franco Manzato, che hanno messo le mani avanti: “No, meglio i veneti”. Da rilevare anche la preoccupazione di allevatori e ambientalisti, che temono la cementificazione e, di fatto, la privatizzazione della foresta.

Considerato che:

– la scelta della vendita in blocco sembra dettata da pure esigenze di cassa. Nonostante il grosso investimento iniziale (come detto l’albergo San Marco è da ristrutturare, mentre nell’area della ex caserma Bianchin la bonifica è già in atto), si prospettano fin da subito grossi rendimenti. Il campo da golf, il più in alto del Veneto, è posto in uno scenario unico e, con la valorizzazione degli altri beni, attirerà sempre più turisti e golfisti, clientela privilegiata e appetita.

Considerato altresì che:

 la scelta della vendita, e non della concessione per 99 anni, non è stata concertata con gli enti locali. I sindaci della zona hanno espresso grandi preoccupazioni per una possibile “svendita”, in particolare Floriano Da Pra, primo cittadino di Farra d’Alpago e il suo collega di Tambre, Oscar Facchin. Quest’ultimo ha affermato: “Non vedo perché Venezia debba agire tutta da sola, senza nemmeno interpellare i sindaci, su un patrimonio che oggi le appartiene ma che in passato è stato di proprietà dei Comuni. Chiedo al presidente Zaia e all’assessore Manzato: le comunità locali, in virtù anche del federalismo, hanno o no diritto di parola? Ci sono comuni che potrebbero essere interessati al riacquisto di questi beni. Riparliamone”;

 ai sindaci si sono aggiunti i rappresentanti della minoranza etnica e linguistica dei Cimbri. Temono per la sorte delle loro case, circa una sessantina, presenti nel demanio regionale e in quello statale tra i villaggi di Vallorch, Pian Canaie, Pic, Pian Osteria, Campon e in altre località. L’associazione a cui fanno capo rivendica, dal 1980, i diritti di superficie, ovvero una convenzione che affidi a ciascun proprietario, per 99 anni, il diritto di abitare su quel terreno. Nonostante la legge regionale n. 5 del 1995 “Disposizioni per la costituzione del diritto di superficie in località comprese nell’area della foresta del Cansiglio”, ancora nessun impegno è stato formalizzato.

Ritenuto che:

 gli enti locali debbano essere gli attori principali di operazioni di questo tipo, che non possono essere gestite, così invasive per il territorio, con metodo centralistico. E’ poi necessario, prima di pensare a vendere per far cassa, varare un piano di sviluppo del territorio. Solo successivamente si potrà identificare cosa dismettere e come farlo, con interventi mirati e non in blocco.

I sottoscritti consiglieri

interrogano la Giunta regionale

per sapere:

– se il progetto di alienare in blocco il complesso di Pian del Cansiglio, così come descritto in premessa, corrisponde al vero;

– quali altre alternative siano state valutate, prima della scelta della vendita in blocco;

– quali saranno i criteri della vendita stessa e quali, soprattutto, i benefici per la collettività veneta e delle province di Treviso e Belluno in particolare.

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