Il ministro della Difesa britannico Liam Fox s’è dimesso il 14 ottobre per conflitto di interessi.
Che un ministro inglese si sia dimesso per certe consulenze un po’ sospette, parrebbe materia da gossip. I rapporti fra questo ministro e l’amico troppo intimo, che ha ottenuto quegli incarichi a pagamento, potrebbe sembrare una questione privata, anche se corredata di procedure un pochino disinvolte.
Ci sono però dei risvolti che, gossip o politica che sia, fanno riflettere sulle usanze del nostro paese.
Il primo è che a Londra, non se ne va un ministro di secondo livello ma il responsabile della Difesa, in una nazione impegnata in conflitti armati e dotata di ordigni nucleari.
Se dunque il suo comportamento è stato giudicato indegno, vuol dire che non si è trattato di un episodio minore, ma di un gesto tale da meritare una pesante punizione.
Domanda. Sarebbe lo stesso anche da noi? Ci rispondiamo da soli: per favore, non facciamo ridere …! Se c’è un amico da sistemare, mettiamolo in busta paga. Nessuno si scandalizzerà, né si sognerà di esercitare controlli sulla natura e l’entità di queste consulenze ……
Il secondo è la dignità con la quale il ministro Liam Fox, motiva il suo gesto: “Ho erroneamente consentito che la distinzione fra i miei interessi privati e le mie attività di governo diventassero confuse”.
Se da noi dovesse dimettersi chiunque abbia fatto o stia tuttora facendo confusione fra l’interesse personale e l’interesse nazionale, chissà quanti personaggi dovrebbero abbandonare i banchi del Governo, del Parlamento, dei Consigli locali e aziendali.
Ora, siccome l’Italia fa parte dell’Europa e dagli europei viene giudicata, quando le agenzie di rating ci declassano e i notabili stranieri si mostrano dubbiosi sul nostro futuro, non è solo per considerazioni politiche ed economiche. E’ anche per il modo nazionale di fare e distribuire soldi a spese della comunità. Ossia, oltre al malgoverno, una radicata corruzione. Una intesa fra amici e amici degli amici…..
Francesco Masut


