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Fusione Longarone-Castellavazzo. Piccoli: “Bellunese pronto a nuove forme di autogoverno”. Reolon: “Risultato ottimo che va controtendenza rispetto ad altre realtà in Veneto”. Bond: “Grande prova di maturità”

Belluno, 10 febbraio. Longarone e Castellavazzo dicono “si”, la Provincia di Belluno ha un nuovo comune dopo il referendum tra le due popolazioni.

Giovanni Piccoli
Giovanni Piccoli

“Una scelta lungimirante, virtuosa, responsabile e al passo con i tempi. Ancora una volta le comunità di montagna dimostrano una capacità di autogoverno che altre realtà non hanno. Il Governo dovrebbe prenderne atto e capire che questi territori sono pronti a nuove forme di autonomia”.  A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli all’indomani della vittoria dei sì per la fusione dei comuni bellunesi di Longarone e Castellavazzo, dove ieri, domenica 9 febbraio, i cittadini sono stati chiamati alle urne.

“Il Governo e, in particolare, il ministro Graziano Delrio dovrebbero chiedersi il perché già quattro comuni bellunesi hanno scelto di fondersi”, afferma Piccoli, riferendosi anche a Quero e Vas, “mentre in altre realtà iniziative analoghe sono fallite miseramente. Se da un lato però questo referendum è un fatto storico positivo, dall’altro ci dice che sono sempre le stesse realtà, già virtuose e con i conti perfettamente in ordine, a intraprendere questi percorsi di semplificazione e risparmio”.

“Io sono convinto che questo territorio sia pronto ad assumersi maggiori responsabilità. I cittadini lo stanno dimostrando recandosi alle urne più che altrove, come si vede anche per i cosiddetti referendum “secessionisti”. C’è voglia di partecipare e di contare e questa è la base per un autogoverno responsabile e realmente a favore dei territori. Il Governo mediti e cambi passo nei confronti della nostra montagna”.

Sergio Reolon
Sergio Reolon

Il consigliere regionale del Pd Sergio Reolon è soddisfatto della fusione tra i due comuni. “Gli abitanti di Longarone e Castellavazzo hanno dimostrato forte maturità nell’affrontare una questione così delicata – afferma il consigliere bellunese. Gli abitanti hanno saputo guardare oltre i campanili e ragionare in prospettiva futura. Dopo l’unione di Quero-Vas è arrivata anche questa, sono state due votazioni molto positive che sono andate in controtendenza rispetto ad altre realtà in Veneto”.  L’esigenza di riorganizzare i comuni, un problema affrontato dai cittadini. Nella provincia di Belluno, dopo il referendum Longarone-Castellavazzo, sono 67 i comuni presenti sul territorio bellunese. “Il raggiungimento di questo risultato dimostra che i cittadini sono consapevoli della necessità di riorganizzare i nostri territori a livello comunale e questo è un punto fondamentale per la nostra Provincia”.

Dario Bond
Dario Bond

“I cittadini di Longarone e Castellavazzo sono stati protagonisti di un bell’esercizio di democrazia. Il risultato positivo del referendum dimostra che c’era la maturità necessaria per fare questo grande passo. La Regione, dal canto suo, dovrà premiarle, stanziando fondi specifici: vale la pena ricordare che dei quattro referendum che si sono tenuti in questi mesi in Veneto solo quelli bellunesi hanno centrato l’obiettivo”.

A dirlo è il consigliere regionale Dario Bond all’indomani del verdetto che ha sancito la volontà dei cittadini di Longarone e Castellavazzo di istituire un unico comune.

“Le amministrazioni comunali hanno agito con lungimiranza, ma soprattutto con quella gradualità necessaria in questi casi. Questo tipo di percorsi non può essere mai calato dall’alto oppure essere accelerato, perché il rischio è quello di una sonora bocciatura, come successo per i comuni del Polesine andati anch’essi al voto ieri ma anche per la mancata fusione di Ormelle con San Polo di Piave nel Trevigiano, dove il referendum per la fusione è letteralmente naufragato solo qualche settimana fa”.

“Proprio perché promuovere un referendum di fusione è difficile, la Regione dovrà premiare già con la prossima Finanziaria 2014 queste realtà, vale per la nuova Longarone ma anche per il nuovo comune di Quero-Vas. Una parte consistente delle risorse messe a disposizione della Legge 40 del 2012, quella che promuove le unioni e le fusioni, devono andare a questi cittadini che hanno optato per un percorso di questo tipo che, alla fin dei conti, va a beneficio dell’intera collettività perché innesca forti risparmi nel medio-lungo periodo”.

Ora il risultato dovrà essere ratificato dal Consiglio regionale del Veneto: “I tempi saranno stretti. I percorso virtuosi vanno incentivati”, conclude Bond.

 

 

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