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giovedì, Giugno 13, 2024
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Grandi concessioni idroelettriche della Regione Veneto. Il documento di Sinistra Italiana Veneto

Sinistra Italiana Veneto, con un documento elaborato dal Gruppo di lavoro Ambiente e città – Sottogruppo Acque, solleva con forza la questione del rinnovo delle grandi concessioni
idroelettriche della Regione Veneto – in tutto 34, di cui circa la metà in Provincia di Belluno – previsto per il 2029.
Essa è infatti una delle questioni strategiche che riguarderà l’Italia e la Regione del Veneto nei prossimi anni, perché da come verrà attuata dipendono sia le politiche energetiche nazionali e regionali, sia la possibilità di garantire riserve di acqua potabile alla popolazione nei sempre più numerosi periodi di siccità a cui la crisi climatica ci espone.
I due aspetti del problema sono strettamente correlati. La direttiva europea Bolkenstein consente infatti agli Stati membri, prima di mettere a gara le concessioni, la possibilità di determinare diversi usi delle acque per “motivi imperativi d’interesse generale”, soprattutto in presenza di “scarsità delle risorse naturali”.

“Sinistra Italiana Veneto – dichiara Marco De Pasquale, Segretario regionale di SI – ribadisce la più netta contrarietà alla politica delle privatizzazioni, con cui sono stati assoggettati al mercato e alle speculazioni finanziarie i principali beni pubblici del nostro Paese, compresa l’acqua, nonostante la vittoria del Referendum del 2011 avesse evidenziato la volontà popolare di procedere alla sua completa ripublicizzazione. Ciò detto, la scadenza delle concessioni al 2029 crea l’opportunità sia di restituire al pieno controllo pubblico il settore idroelettrico, sia di determinare le strategie per l’impiego della risorsa idrica nell’interesse dei cittadini”.

“Per quanto attiene al primo aspetto – prosegue – è indispensabile che la Regione Veneto costituisca quanto prima una società regionale a prevalente capitale pubblico. In questo modo, in base alla L.R. 24/2022, sarà possibile ottenere le concessioni idroelettriche nel 2029 senza attivare le procedure di gara, che potrebbero addirittura portare all’assegnazione delle concessioni a soggetti stranieri interamente privati”.

“Ancora più decisivo è il secondo aspetto – sottolinea Luisa Calimani, responsabile del Gruppo di lavoro Ambiente e città di SI Veneto -. La Regione Veneto deve dotarsi nell’immediato di un bilancio idrico regionale aggiornato. Solo così potrà valutare con estrema attenzione i fabbisogni idrici presenti e stimare i fabbisogni futuri per uso potabile e irriguo, per garantire il deflusso ecologico nei bacini idrografici interessati dalle derivazioni, per mantenere un livello degli invasi compatibile con le esigenze turistiche delle comunità rivierasche. Fatto ciò, ed essendo titolare del procedimento di riassegnazione delle concessioni, la Regione potrà e dovrà decidere di non mettere a gara alcune di esse, in modo da poter innanzitutto utilizzare l’acqua per gli usi necessari alla vita
delle persone, in primis quello potabile”.

Paolo Perenzin

Sul tema interviene anche Paolo Perenzin, Segretario provinciale di SI Belluno e co-estensore del documento: “E’ vergognoso che Zaia e la sua maggioranza stiano progettando la realizzazione di un nuovo grande invaso sul torrente Vanoi fra le Province di Trento e Belluno, in zona di massimo rischio idrogeologico, quando hanno già in mano la soluzione del problema: è sufficiente utilizzare alcuni degli invasi esistenti come serbatoi per l’acqua potabile o per altri usi. Evidentemente le grandi opere sono sempre un grande affare, ed è inaccettabile che gli interessi di pochi prevalgano rispetto al benessere e alla sicurezza della popolazione. La Provincia di Belluno ha già pagato a carissimo prezzo la subalternità a logiche di questo tipo, non vogliamo altri Vajont!”.

Il documento di Sinistra Italiana Veneto pone infine la questione dello stato di manutenzione e sicurezza degli invasi esistenti, sollecitando la Regione a rendere noti i contenuti della “relazione di fine concessione”, che dovrebbe aver definito in attuazione della L.R. 24/2022. Tale relazione sarà un documento cruciale per verificare se gli attuali concessionari stiano garantendo uno stato di conservazione delle opere idroelettriche idoneo a garantire la sicurezza delle Comunità che vivono in prossimità degli invasi, e a stimare costi, tempi e responsabilità degli eventuali interventi di manutenzione.
Il Segretario nazionale di Sinistra Italiana, on. Nicola Fratoianni, presenterà nei prossimi giorni un’interpellanza parlamentare, per chiedere chiarezza su alcuni aspetti sollevati dal documento di SI Veneto.

Contemporaneamente, la consigliera regionale di Europa Verde – AVS Cristina Guarda, presenta un’interrogazione in Consiglio regionale rispetto alla questioni sollevate dal documento, e, in particolare, tra altre, per conoscere le tempistiche effettive di definizione da parte della Giunta regionale dei contenuti della relazione di fine concessione, nonché per conoscere la posizione della Regione rispetto all’adozione del bilancio idrico: entrambi costituiscono documenti il cui contenuto conoscitivo è fondamentale per orientate compiutamente le scelte regionali rispetto al rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche. Commenta così la Consigliera Guarda: “Ancora una volta emerge la scarsa visione e soprattutto l’assenza di pianificazione di questa Giunta regionale nella pianificazione della gestione delle acque.

La sensazione comune è che sia interessata all’amministrare i fondi pubblici piuttosto che a risolvere le crisi e gestire le acque piovane nell’obiettivo di trattenerne più di quel misero 4%. E urgentemente!
La risorsa idrica non può ridursi a merce di scambio tra pubblico e privato, magari con un occhio di riguardo nei confronti dei grandi marchi delle bevande che pagano una miseria per emungere acqua di falda, ma deve rimanere una risorsa pubblica e le risorse destinate al suo uso, destinate al Bene Comune.
Da questa risorsa dipendono in particolar modo la salute dei cittadini e l’agricoltura.
Se ben conservata e stoccata in falda, diverrà poi disponibile in periodi siccitosi o di forte rischio idrologico, come quello che stiamo vivendo in questi giorni.”

Sinistra Italiana del Veneto – Gruppo Regionale Ambiente-Città (Sottogruppo “Acque”)

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