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martedì, Agosto 4, 2020
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Burrasca nell’IdV. Gli attivisti bellunesi minacciano la restituzione della tessera. “Siamo sempre stati per l’abolizione di tutte le province escluse le due di montagna Belluno e Sondrio”

Con una lettera indirizzata ai vertici regionali e nazionali, Marotta, Donadi, Rota e Di Pietro, lo stato maggiore bellunese dell’Italia dei Valori ha minacciato la restituzione della tessera al partito.

“Alla luce del pressoché completo disinteresse da parte dei responsabili IDV verso le problematiche che sollevano l’abolizione totale della nostro provincia bellunese –  recita la nota a firma di Luca Funes (coordinatore provinciale), Claudia Rocco (vice coordinatore), Cristina Muratore (responsabile Idv donne provinciale), Vittorino Candeago (tesoriere) , Fabrizio Soppelsa (responsabile idv giovani), Angelo Levis e Roberto Baldan (ex coordinatori provinciali) e Giovanni Perale – vogliate prendere nota di quanto segue.

Premesso che, orgogliosamente, abbiamo partecipato alla manifestazione in piazza a Belluno per chiedere il salvataggio dell’ente provincia con tutte le forze politiche (senza simboli in piazza) e con oltre 2 mila persone. Come proposto e deciso durante l’ultima assemblea IDV in sede di Belluno (metà ottobre), vi informiamo che noi iscritti intendiamo rigettare in blocco la tessera del partito.

A motivazione di questo indignato gesto c’è la cattiva fede dei massimi rappresentanti quando, sia nella persona di Di Pietro che Donadi, avevano promesso primaria attenzione verso la continuità delle spopolate provincie di confine (SONDRIO e BELLUNO). D’altronde era suonato alquanto stonato che IDV a Roma aveva sottoscritto l’abolizione di “tutte le province” (nessuna esclusa) solo un mese dopo che Donadi, invitato da Angelo Levis e da Moreno Broccon, aveva fatto quella famosa conferenza ad aprile 2012 in cui promettevano la specificità per Belluno.

Se non ci sarà risposta alla nostra azione, nè alcun cambio di rotta riguardo alla possibilità sulla gestione autonoma del nostro territorio, procederemo in tal senso lasciando a Venezia ed i suoi rappresentanti la copertura politica nel bellunese sino alla frontiera”.

 

 

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