
Innanzitutto è una questione di metodo, perché la politica è fatta di regole.
L’amministrazione anticipa sulla stampa e poi presenta al Fulcis il 15 maggio un suo progetto, già adottato in giunta il 24 aprile, senza averlo mai portato nella sua sede naturale, cioè la Commissione Cultura, ma neppure in Conferenza dei Capigruppo né tantomeno in Consiglio Comunale. Non avendone potuto discutere preventivamente nelle opportune sedi istituzionali, abbiamo potuto solamente intervenire sulla stampa, a cose fatte. Lamentando ovviamente un metodo irrispettoso delle prerogative e della dignità del Consiglio Comunale, che contraddice vistosamente quanto promesso in campagna elettorale dal Sindaco.
Ma veniamo al merito: sarà un museo “intitolato a”, non un “museo di” Sebastiano Ricci.
Curiosa arrampicata sulle specchiere settecentesche. Bastano pochi minuti per verificare che a Venezia non c’è nessun “Museo Tiziano”, o “Museo Tintoretto”, o “Museo Tiepolo”, e non perché la cosa non gli sia venuta in mente.
Non c’è perché un’intitolazione è una cosa seria. Come per il Museo Depero di Rovereto, o i musei Murer a Falcade o Rizzarda a Feltre, che contengono, tutelano e valorizzano il nucleo fondante dell’eredità culturale dei tre artisti. Ci sono decine di casi analoghi, e senza scomodare Van Gogh o Monet, in Italia ci sono musei personali di Balla, Morandi, De Pisis, Vedova e molti altri.
Lodevolmente, il 15 maggio la giunta è riuscita a portare a Belluno la nuova presidente di Fondazione Cariverona, con alcuni consiglieri, per presentare loro la nuova ipotesi di intitolazione, sia pure dimenticando di estendere l’invito almeno ai capigruppo se non a tutti i Consiglieri.
Vogliamo credere che la Fondazione riprenda in mano il progetto, abbandonato dal 2017, di completare l’acquisto, la ristrutturazione e l’arredo dell’ultimo lotto mancante di Palazzo Fulcis, con il camerino che consentirebbe di ricollocare nel loro spazio originario le tre grandi tele già presenti al museo (anche se la cosa non sembrava essere tra le priorità del Sindaco, quando ha risposto evasivamente ad una nostra interrogazione tre mesi fa).
Un’operazione di grande valenza, ma dagli altissimi costi. Perché la cultura costa.
E allora una precisazione. Dice l’assessore Addamiano: “Finiamola con questo amarcord sulla mostra del Tiziano, annunciato in pompa magna, salvo poi far fallire il progetto adducendo banali scuse”. Il progetto era stato avviato all’inizio della scorsa consiliatura, fin dal 2018, portandolo sempre, passo dopo passo, in Terza Commissione. Le “banali scuse” per cui la mostra non è andata in porto sono state la tempesta Vaia a fine 2018 e poi due anni di Covid, che hanno letteralmente assorbito l’intera capacità di spesa corrente del Comune. Perché quella mostra (come ogni mostra capace di portare 50mila turisti a Belluno, come i “disegni di Van Gogh” che abbiamo ospitato in Crepadona nel 2003/4 o i 100mila di Tiziano del 2005/6) costa ben più di un milione di euro. Che vuole dire programmazione pluriennale e capacità di convincere una serie di partner. Primo fra tutti il Comune promotore, Sindaco e Assessore al bilancio in testa: quale stanziamento è previsto per la cultura nel bilancio 2024 del Comune? E quanto è stato accantonato per questo o qualsiasi altro grande progetto nei bilanci 2022 e 2023?
Infine, parlando di programmazione culturale, si è letto che l’Amministrazione intende riallestire le collezioni archeologiche nella vecchia sede museale del Palazzo dei Giuristi, buttando via anni di lavoro degli uffici comunali e della Sovrintendenza per la progettazione del nuovo museo archeologico al pianterreno di Palazzo Bembo. Il Palazzo dei Giuristi con i suoi fragilissimi solai ha bisogno di essere completamente ristrutturato. Servono milioni. C’è un progetto? C’è un finanziamento? C’è un cronoprogramma? Dove si intendono spostare le collezioni negli anni in cui sarà aperto il cantiere?
Questioni serissime, che sarebbe interessante discutere in Commissione e in Consiglio. E non per un nostro sfizio o perché siamo prevenuti, ma perché la democrazia funziona così. Solo così. E non serve una fiamma per illuminare una verità tanto semplice.
Lista “Insieme per Belluno Bene Comune”
