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giovedì, Giugno 13, 2024
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Qualcuno vi guarda * di Marco Zanetti (veneziano)

I Veneti hanno libertà d’ingresso a Venezia – per graziosa concessione del “doge” – anche quando altri sono tenuti a pagare un biglietto d’ingresso. Il sindaco di Venezia è infatti convinto che l’ingresso a pagamento in città in alcune giornate prevedibilmente “calde” quanto a flussi turistici sia una buona misura per disincentivare gli arrivi e non soffocare per troppe presenze gli abitanti e gli stessi visitatori. Altri pensano invece che non sia esattamente una felice idea quella di imporre una tassa di sbarco non tanto in un’isoletta ma in una “città”. Altri addirittura pensano che esentare alcune categorie di persone dal biglietto sia un modo per invitarle ad approfittare dell’occasione e quindi a venire a Venezia e che altrettanto la cosa funzioni come un invito promozionale anche per le categorie costrette al biglietto: se si paga, lo spettacolo varrà certo la pena!

L’esenzione dal pagare il biglietto (definito contributo o ticket d’accesso ) non esime tuttavia il “visitatore” dal registrarsi al “sistema” alimentando una gigantesca banca dati che già crea qualche apprensione: è stato presentato infatti un esposto alla Procura della Repubblica per violazione delle normative di tutela della privacy. La possibilità di controllare una gigantesca quantità di dati personali da parte dell’Amministrazione veneziana si aggiunge alle risorse tecnologiche innovative e davvero imponenti di cui essa si è dotata negli ultimi anni per il controllo del territorio investendo alcuni milioni di euro e con il contributo scientifico di importanti istituti universitari. Il cuore di questo sistema di monitoraggio di una serie di dati e parametri è la Smart Control Room fisicamente ubicata nell’Isola del Tronchetto, più nota come parcheggio per i visitatori della città storica. Già il nome scelto sembra irridere alla proposta di legge depositata lo scorso anno dal ​deputato Fabio Rampelli (di Fratelli d’Italia) per una tutela della lingua italiana negli atti amministrativi rispetto alla diffusa anglomania, non certo una preoccupazione banale.

In rete si trovano diversi articoli illustrativi delle potenzialità del sistema che si avvale di centinaia di telecamere, anche a riconoscimento facciale, di dati della telefonia mobile che consentono di collocare dettagliatamente sul territorio gli utenti, nonché dei dati metereologici e di quanto interessa in generale il sistema della protezione civile. Mancano invece le informazioni ufficiali sulla SCR: non è chiaro se e come il sistema alimenterà il quadro dei macrodati disponibili per studiosi e cittadini mentre appare invece che il sistema non ha ancora prodotto alcun effettivo controllo nel senso di intervenire sui comportamenti negativi: ad esempio il sistema consente – si deve immaginare – di misurare lo spostamento di una imbarcazione nei canali lagunari e dunque di sanzionare gli eccessi di velocità oltre i limiti ma non si ha notizia di alcuna multa data grazie alla SCR. A voler provocare un po’ si può anche pensare che il sistema così raffinato sia in grado di
misurare i passanti nelle calli come anche il flusso dei tavolini e delle sedie dei bar che a quei flussi spesso si adegua…

Mentre a Venezia la situazione è dunque abbastanza oscura, si ha notizia che a S. Donà di Piave esista una Smart Control Room (se ha questo nome) davvero intelligente. La Nuova Venezia del 17 maggio ci informa che grazie ad essa i vigili urbani hanno sanzionato (100 euri di multa) un tale che non aveva raccolto le deiezioni del suo cane sull’area pedonale di Piazza Indipendenza. Lo hanno individuato dalle telecamere di sorveglianza mentre [non] compiva il fatto e lo hanno raggiunto poco dopo al bar lì vicino per contestargli l’infrazione.

Marco Zanetti (veneziano)

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