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Prosegue con Stefani la finta autonomia della Lega. Davide Lovat: una pre-intesa talmente lunga che non si arriverà a nulla

“Si vendono ai veneti solo cinici slogan”

Venezia, 19 febbraio 2026 – “Spiace che su questa finta autonomia si faccia così tanto clamore e tante foto-opportunity, ma poca sostanza perché, appunto, sostanza ce ne è poca. Il Presidente Stefani si limita a slogan di circostanza tipo: spesa migliore e servizi migliori, che non significano niente. E non mi soffermo nemmeno sul fatto che le altre regioni possono impugnare questa pre-intesa rendendola, praticamente, inesistente”.

Lo sostiene il consigliere regionale Davide Lovat del Gruppo consiliare Szumski Resistere Veneto

“Purtroppo – prosegue Lovat – sulla pelle dei veneti si continua a lucrare posizioni politiche, anche personali, che richiedono un certo cinismo, ma ai grandi sorrisi va aggiunto che, intanto, si tratta perlopiù di materie che non hanno bisogno delle determinazioni di Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e per questo, materie secondarie.

La vera verità è che si prospetta un iter talmente lungo che scavallerà l’attuale legislatura nazionale e di questa pre-intesa di fantomatica autonomia si sarà fatta soltanto propaganda politica. Sì perché ora gli schemi di intesa verranno trasmessi alla Conferenza unificata Stato-Regioni per un parere che sarà espresso entro due mesi. Poi i testi passeranno alla Camera e al Senato per l’esame delle commissioni che dovranno dare gli indirizzi entro 90 giorni. E non è finita. Successivamente tornerà tutto ai Consigli regionali interessati – quindi anche a Venezia – che, a loro volta, non hanno un limite di tempo. Questo significa che le Regioni a guida leghista potrebbero anche tentare un’accelerata, ma le altre è tutto da vedere.

Una volta licenziata la pre-intesa dai Consigli regionali si torna al Consiglio dei Ministri che ha 45 giorni per deliberare, allegando il tutto a un Disegno di legge che, a sua volta, inizierà l’iter parlamentare come tutti i disegni di legge.

Questo significa che se tutto andrà liscio, se non ci fossero coloro che si oppongono e le Regioni contrarie all’introduzione della Sanità tra le materie oggetto d’intesa, si arriverebbe a scadenza della legislatura. E non è detto che non si faccia intervenire, di nuovo, la Consulta perché, spiegano molti tecnici, le funzioni “non Lep” legate alla salute sono finite nelle pre-intese e questo trova molti ostacoli e dimostra come, questa riforma, è soltanto “finta autonomia” e non ha niente a che fare con il Federalismo”.

 

- Advertisement - Roberto Denart
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