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Covid. Tre casi di “variante inglese” isolati in Veneto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Domani il via alla campagna vaccinale

Antonia Ricci – Direttore generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)

In questi ultimi giorni, 3 su 5 campioni di pazienti che hanno avuto contatti nel Regno Unito, sono risultati positivi al coronavirus cosiddetto “variante inglese”. Due casi a Treviso e uno a Vicenza. Due donne e un uomo. Due pazienti sono di età sotto i 40 anni e uno poco più che quarantenne. Tutti e tre ora sono a casa, stanno bene, hanno solo un po’ di febbre.
La notizia è stata data oggi al consueto punto stampa di Marghera dalla professoressa Antonia Ricci, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) che ha identificato la variante inglese insieme al suo staff, con gli specialisti Calogero Terregino e Isabella Monne.
“Il virus è una popolazione – ha detto la professoressa Ricci – I virus della prima ondata sono diversi da quelli della seconda ondata. In Veneto abbiamo trovato anche altre varianti, caratterizzate da elevata contagiosità, che potrebbero spiegare l’elevato numero di casi nella nostra Regione. La seconda ondata è caratterizzata da tipi di virus diversi. Quelli presenti quest’estate non li abbiamo più visti”.
È normale che il virus muti, ha aggiunto la prof. Ricci, precisando che in futuro, se necessario, dovrà cambiare anche il vaccino.
La mappatura della variante inglese è stata possibili grazie a un progetto finanziato dalla Regione Veneto con 260mila euro iniziali, in collaborazione con l’istituto superiore di sanità, con l’obbiettivo sequenziare il virus e il relativo tracciamento durante l’epidemia. Sono stati esaminati 10 campioni al mese di tamponi per ogni Ulss veneta. Da novembre sono stati identificati 37 virus con 8 diverse varianti, due delle quali solo in Veneto. E’ stata sottolineata l’importanza delle informazioni nello studio dei virus. “Gli inglesi depositano tutte le frequenze che hanno – ha detto la prof. Ricci – noi facciamo lo stesso con i nostri 10 Istituti, questo è fondamentale, non si possono tenere le informazioni sui cassetti per poi magari pubblicarle”.
I sintomi della variante inglese di due pazienti rientrati dalla Gran Bretagna – ha detto la dottoressa Francesca Russo del Servizio prevenzione del Veneto – erano febbre e senso di affaticamento. Sono risultati positivi al test rapido e al test molecolare, che quindi è valido anche per la variante inglese. E quindi sono stati posti in isolamento e i contatti stretti sottoposti a tampone e in quarantena. Al momento solo uno è positivo con febbre.
E’ stato ribadito che il virus ora si diffonde più facilmente, è più contagioso, quindi le misure individuali mascherina e isolamento devono essere assolutamente rispettate.
Il presidente Zaia ha ricordato che domani, 27 dicembre, inizia la campagna vaccinale con le prime 875 dosi in Veneto che arrivano a Padova.
Il vaccino è volontario. Sarà inviata comunicazione a casa. Coloro che aderiranno saranno registrati nell’anagrafe vaccinale della Regione Veneto. Che prelude a un futuro “passaporto vaccinale”. Ognuno potrà decidere cosa fare.
Per primi – ha precisato la dottoressa Russo – saranno vaccinati gli operatori sanitari, con adesioni al momento superiori al 90%. Poi toccherà agli ultra ottantenni e così via. Ed ha ricordato che l’unico strumento per prevenire la malattia al momento è il vaccino.

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