Limana, 26/03/2026 – Scoppia il caso alla Epta Costan di Limana. Al centro della polemica, sollevata con forza dalla Fiom-Cgil, c’è il mancato rinnovo del contratto di una lavoratrice in stato di gravidanza. Una decisione che il sindacato definisce “gravemente inopportuna e socialmente inaccettabile”, denunciando un corto circuito tra i valori dichiarati dall’azienda e le scelte pratiche.
L’episodio stride con l’immagine pubblica del colosso del freddo che, con circa 1.400 dipendenti, ha fatto della responsabilità sociale e della parità di genere un proprio vessillo. Proprio in occasione dell’ultimo 8 marzo, l’azienda aveva promosso campagne interne e iniziative celebrative sul valore delle donne nel mondo del lavoro.
“Emerge una evidente contraddizione tra i principi dichiarati e le scelte adottate”, attacca il sindacato. “Ancora una volta, a pagare il prezzo sono le lavoratrici in condizioni di maggiore fragilità”.
La dura presa di posizione di Stefano Bona
Secondo Stefano Bona, segretario generale della Fiom di Belluno, non basta la legittimità formale del mancato rinnovo per giustificare l’atto:
“Non è possibile parlare di valorizzazione delle donne se, nei momenti più delicati, non vengono garantite adeguate tutele. La credibilità di un’impresa non si misura attraverso campagne comunicative, ma attraverso le scelte quotidiane.”
Bona solleva inoltre un dubbio sulla disparità di trattamento rispetto al passato: in occasioni precedenti, infatti, l’azienda aveva proceduto al rinnovo di contratti per lavoratrici in dolce attesa. “Ci chiediamo perché in questo caso si sia scelto diversamente. Forse i carichi di lavoro sono stati considerati più importanti dei diritti? Se così fosse, sarebbe ancora più grave”.
Le richieste del sindacato
La Fiom non si limita alla condanna verbale, ma lancia un appello diretto ai vertici della Epta Costan:
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Revisione immediata della decisione sulla lavoratrice.
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Chiarimento ufficiale sull’accaduto.
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Impegno concreto affinché la maternità non sia mai più un ostacolo alla continuità lavorativa.
Il sindacato ha già annunciato che manterrà alta la vigilanza sulla vicenda, ribadendo che la dignità del lavoro non può essere subordinata a logiche produttive contingenti.
