La presidente Maria Teresa Cassol presenta la relazione dell’attività 2024-2025 in consiglio comunale. In primo piano il progetto transfrontaliero EQUALIT-Á, la rete territoriale contro il gender gap e l’impegno per la formazione delle donne in politica.
Belluno, 26/03/2026 – Un lavoro costante, fatto di sedici riunioni in diciotto mesi, che ha portato la Commissione Pari Opportunità (CPO) del Comune di Belluno a scavalcare i confini locali per aprirsi a collaborazioni europee e reti provinciali. La relazione firmata dalla presidente Maria Teresa Cassol, che copre il periodo tra giugno 2024 e dicembre 2025, fotografa una realtà dinamica che, nonostante risorse contenute, è riuscita a mettere in campo progetti strutturali e iniziative di sensibilizzazione.
La vera novità del biennio è l’avvio di EQUALIT-Á, un progetto internazionale che vede Belluno collaborare con partner austriaci (come il Gal del MöIl e del Drau) e locali (GAL Prealpi e Dolomiti, Camera di Commercio, Comune di Feltre). L’obiettivo è ambizioso: creare una governance comune per la parità di genere nelle aree montane e rurali.
Dopo una fase di analisi che ha coinvolto anche un gruppo di giovani mamme bellunesi e cittadine straniere residenti, la CPO ha deciso di investire i 40.000 euro a disposizione del Comune in due direzioni concrete:
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Formazione politica: percorsi per avvicinare le donne all’amministrazione della cosa pubblica.
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Servizi all’infanzia: risposte dirette alle esigenze di conciliazione espresse dalle famiglie durante i tavoli di confronto.
La Commissione ha giocato un ruolo chiave anche a livello provinciale, partecipando attivamente alla “Direzione Strategica” coordinata dalla Consigliera di Parità Flavia Monego. Questo impegno è culminato nella sottoscrizione del Protocollo P.A.R.I. (febbraio 2025), uno strumento che unisce enti pubblici e privati per migliorare l’integrazione tra tempi di vita e di lavoro.
L’attività è proseguita con il bando “Oltre Disruption”, focalizzato sul cambiamento culturale, che ha visto la CPO promuovere interventi nelle scuole contro gli stereotipi e la violenza, collaborando con l’associazione Belluno Donna.
Non sono mancati i tentativi di affrontare i nodi più complessi del tessuto sociale. Sul fronte dei cittadini stranieri, la Commissione ha aperto un dialogo con la Rete Immigrazione per ipotizzare forme di rappresentanza amministrativa (consulte tematiche), sebbene il confronto abbia subito una battuta d’arresto.
Più complicata la situazione per la Casa Circondariale di Baldenich: nonostante la volontà di avviare percorsi educativi per i detenuti, le dimissioni della Garante a fine 2024 hanno rallentato i progetti. Resta però il segno concreto di una collaborazione didattica: alcune lezioni di matematica svolte dalla stessa presidente Cassol per permettere a una detenuta di proseguire gli studi.
Sul piano culturale, la rassegna “Non solo 25 novembre” ha rappresentato l’iniziativa di punta, con spettacoli i cui proventi sono stati devoluti alla causa delle donne afghane e ai centri antiviolenza locali. Dalla pittura di Artemisia Gentileschi ai diritti delle persone transgender (in collaborazione con AGEDO), fino alla memoria delle donne bellunesi dal XV secolo, il patrocinio della CPO ha cercato di coprire ogni spettro della discriminazione e del merito femminile.
“Un percorso di formazione per l’avvicinamento delle donne alla politica e servizi per la prima infanzia: sono queste le priorità scelte dalla commissione per il 2026.”
