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Aviaria, scoppia il caso vaccini in Veneto: “Trasparenza su tecnologia e sicurezza alimentare”

Venezia, 0/03/2026 – Il piano della Regione Veneto per contrastare l’influenza aviaria finisce nel mirino delle polemiche. Al centro del dibattito, la campagna vaccinale obbligatoria prevista per aprile 2026, che ha sollevato forti preoccupazioni circa la natura dei farmaci utilizzati e le possibili ricadute sulla salute pubblica e sulla tracciabilità dei prodotti avicoli.

L’allarme: “Vaccini genici nella filiera alimentare”

Secondo quanto diffuso in una nota critica, il timore principale riguarda l’impiego di vaccini nucleotidici (genici). Il riferimento corre a quanto accaduto in Francia a fine 2025, dove per un’operazione analoga è stato utilizzato un prodotto a vettore virale sviluppato dal gruppo Ceva. “Si tratterebbe di una tecnologia simile a quella del vaccino AstraZeneca per uso umano,” si legge nel comunicato, sollevando il dubbio che l’iniezione di farmaci sperimentali negli animali da carne possa trasformare carni e uova in prodotti potenzialmente nocivi. La richiesta alla Giunta regionale è netta: una moratoria immediata e la pubblicazione urgente dei protocolli tecnici.

Le incognite sulla tracciabilità

Non è solo una questione di salute, ma anche di trasparenza commerciale. Gli oppositori alla misura chiedono chiarimenti su come la Regione intenda:

  • Distinguere i capi: quali sono i protocolli di sorveglianza per differenziare gli animali vaccinati da quelli non vaccinati?

  • Garantire i mercati: quali saranno le ricadute sulla commercializzazione dei prodotti veneti all’estero?

  • Gestire gli allevamenti: quali misure di biosicurezza e riduzione della densità dei capi verranno adottate per ridurre strutturalmente il rischio di focolai, oltre alla profilassi vaccinale?

Il nodo politico: l’interrogazione europea

Il caso è già arrivato sui banchi di Bruxelles. L’europarlamentare Sergio Berlato ha infatti presentato un’interrogazione alla Commissione Europea, evidenziando come l’autorizzazione per alcuni di questi vaccini veterinari sia stata concessa solo per “circostanze eccezionali”. Una definizione che stride con la situazione veneta, dove l’aviaria è ormai considerata una malattia endemica e non un’emergenza improvvisa.

Verso aprile 2026

Con l’avvicinarsi della scadenza di aprile, la pressione sulla Giunta veneta aumenta. L’accusa mossa è quella di voler proseguire con una sperimentazione che, dopo il Covid-19, passerebbe ora attraverso il ciclo dell’alimentazione. “Chiediamo totale trasparenza,” conclude la nota, “prima che l’intera filiera avicola veneta si trovi coinvolta in un processo dalle conseguenze ancora imprevedibili”.

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