Un settantenne austriaco colpito da arresto cardiaco dopo una rovinosa caduta. Fondamentale il massaggio cardiaco prolungato degli agenti del Soccorso Piste.
Arabba – Un pomeriggio che rischiava di trasformarsi in tragedia sulle nevi del comprensorio di Arabba si è concluso con un salvataggio ai limiti del prodigioso. Lo scorso 5 marzo, un uomo austriaco di oltre settant’anni è stato strappato alla morte grazie alla prontezza e alla determinazione degli agenti del servizio di sicurezza e soccorso in montagna della Polizia di Stato.
L’incidente e i soccorsi immediati
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava scendendo lungo i tracciati del comprensorio quando, per una improvvisa perdita di controllo degli sci, è caduto rovinosamente a terra. L’impatto con il manto nevoso, estremamente violento, ha causato un trauma tale da far perdere immediatamente conoscenza allo sciatore. All’arrivo dei soccorritori, la situazione appariva disperata: l’uomo era in arresto cardiaco, non respirava e presentava una copiosa perdita di sangue dal naso e dalle orecchie.
Una manovra estenuante
Senza perdere un secondo, gli operatori della Polizia di Stato hanno dato il via alle manovre di rianimazione cardio-polmonare. In un clima di massima tensione, gli agenti si sono alternati con estrema professionalità nel massaggio cardiaco manuale e nella ventilazione polmonare, mantenendo un contatto costante con la sala operativa del 118. È stata proprio questa determinazione — unita a una perfetta coordinazione con il personale sanitario e i militari intervenuti in supporto — a permettere il “miracolo”: dopo minuti interminabili, il cuore dell’uomo ha ripreso a battere.
Il trasporto in ospedale
Una volta stabilizzate le funzioni vitali, lo sciatore è stato prelevato dall’elicottero del Suem e trasportato d’urgenza all’ospedale di Trento. L’uomo si trova tuttora ricoverato presso la struttura trentina sotto stretta osservazione medica.
L’episodio sottolinea ancora una volta l’importanza fondamentale del presidio costante delle forze dell’ordine sui comprensori sciistici, capaci di trasformarsi in veri e propri presidi sanitari d’emergenza quando ogni secondo fa la differenza tra la vita e la morte.
